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Sono molti i segni che possono essere espressione di un sentimento di gelosia tra fratellini, segnali che non andrebbero sottovalutati e se di intensità tale da far temere un disagio del bambino meglio ricorrere ad un consulto con l’esperto o chiedere un consiglio a persone competenti.

Gli atteggiamenti segnalatori di una rivalità non trascurabile sono per esempio gli atteggiamenti ostili, che ingenerano conflitto anche se non vi è motivo, il rubare il gioco in modo aggressivo senza volerlo condividere, prendere in giro, sminuire il fratello, raccontare i difetti o gli errori che ha fatto.

Ma anche isolarsi quando si crea il gruppo genitori con l’altro figlio, tenere il broncio senza spiegarne il motivo, avere degli scatti di rabbia improvvisi anche questi senza un plausibile motivo, comportamenti crudeli e distruttivi, espressioni di odio, risentimento, invidia, eccessiva dipendenza dalla vicinanza della mamma o del papà e brutte reazioni di nervosismo ed aggressività quando non viene assecondato.

Un bambino geloso è fondamentalmente un bambino insicuro, non ha fiducia in se stesso ma nemmeno negli altri perché dagli adulti teme l’abbandono, e questo per un bambino è il timore più grosso ed il sentimento che può dominare l’intera infanzia.

Il bambino che è geloso prova paura, insicurezza e per questa sua debolezza teme costantemente di non essere amato, dimenticato, abbandonato, messo da parte, mentre tutto l’amore che vorrebbe viene indirizzato verso qualcun altro, il fratello.

Sicuramente la situazione non è così drammatica ma gli occhi di un bambino vedono le cose ingigantite, a dimensioni amplificate, un piccolo sentore per lui può diventare una paura angosciante, costante, che porta a scompensi comportamentali, non necessariamente aggressivi, se non rientrano nell’indole del piccolo, ma altri segnali indicativi quali ad esempio l’enuresi, cioè bagnare il letto durante la notte.

Per esempio se uno dei genitori tornando a casa saluta per primo il fratello questo per il bambino frustrato è il chiaro segno che il genitore non gli vuole più bene come prima e quindi potrebbe rifiutare il saluto in quel momento ma anche tenere il broncio tutto il giorno senza spiegare perché si sente così frustrato.

Sono i piccoli gesti che si trasformano nella conferma di ciò che più teme: la perdita dell’amore e dell’affetto di mamma e papà.

Quando si notano tali segnali, questi comportamenti indicanti un disagio, occorre intervenire con fermezza: quando il comportamento diventa eccessivo od oltrepassa il limite in aggressività, cioè quando utilizza azioni devastatrici, dice parolacce, insulta, occorre riprendere il bambino e punirlo più che con uno schiaffo con un castigo od una privazione.

Lo schiaffo ha un effetto umiliante e può aggravare la condizione di frustrazione, mentre il castigo protratto per alcuni giorni influisce positivamente sulla psiche del bambino perché lo costringe a valutare il comportamento in virtù anche di ciò che gli è stato tolto.

Inoltre lo schiaffo porta aggressività in una situazione in cui è già satura di aggressività, inoltre il bambino non deve imparare che è con le botte che le persone comunicano ma con le parole.

Perciò dopo il rimprovero e la pronuncia del suo castigo, che deve essere veramente comminato e portato a termine (ad esempio se gli togliete i giochi elettronici per una settimana che sia veramente così e non un giorno di meno), ma appena la rabbia è stata smaltita il genitore o i genitori devono rendere da parte il figlio e parlare con lui, in tono pacato, rassicurarlo del bene che gli vogliono ma fargli raccontare cosa gli ha dato fastidio e trovare insieme una soluzione al problema.

Successivamente a tale episodio i genitori dovrebbero prestare maggiore attenzione al piccolo che segnala il bisogno di attenzione concedendogli del tempo riservato in esclusiva soltanto per lui.

In tal modo percepirà l’amore dei genitori senza doverlo condividere con altri, pochi minuti al giorno potrebbero bastare per ripristinare quel senso di sicurezza e di auto stima che allontana determinate paure.

Un ottima tecnica è quella di parlare apertamente e serenamente del suo sentimento di gelosia, facendogli capire che è una sensazione normale quando arriva un fratellino, che tutti, genitori compresi l’hanno provata ma che l’hanno superata quando si sono resi conto che i genitori amano i figli allo stesso modo anche se dedicano delle attenzioni particolari differenti l’uno dall’altro, ma non per il diverso affetto semplicemente per le diverse esigenze del bambino.

E dato che solitamente il fratello geloso è anche il maggiore, si potrebbe giustificare la minore dedizione col fatto che è più grande e più responsabile, più capace di essere indipendente ed autonomo, più ometto o signorina e meno bambino o bambina.

Questa considerazione farà sentire il bambino più responsabilizzato proprio perché valutato con un criterio da grande, da quasi-adulto e non più da infante.

Un ultima considerazione.

L’atteggiamento di rabbia e di aggressività espressa è un segnale molto visibile e facilmente verificabile in quanto sentimento espresso, ma occorre prestare attenzione anche ai silenzi di un bambino, che non sono dei momenti di gioco solitario, ma una forma di auto isolamento dal gruppo famigliare e di auto emarginazione dal contesto.

In tal caso non permettere lasciate il bambino da solo, ma entrate con lui nella stanza ed incominciate a dedicargli delle attenzioni anche se all’inizio sembreranno sprecate.

La diffidenza del piccolo va superata con un po’ di pazienza e costanza, ma sarà sicuramente ripagata come solo un bambino sa fare.

Se avete dei dubbi o necessità di avere dei chiarimenti non trattenetevi dal lasciare un messaggio o mandare una mail, un consiglio ed una indicazione non costano nulla e non vi saranno negati.

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8 Comments

  1. roberta picchianti ha detto:

    Mi piacerebbe avere un’opinione sul mio caso: ho un fratello minore (di 21 mesi) che fin da piccolo mi bersagliava di prepotenze e dispetti vari
    mi tirava i sassi… se salivo su un albero mi bastonava per farmi cadere … è stato testimone di due episodi in cui sono stata molestata e non solo non ha fatto nulla … ma ha persino raccontato una versione falsa dove ero io colpevole e non la vittima (e ovviamente nostra madre ha creduto a lui) mi rubava e rompeva i giocattoli… … questo da bambini
    da adolescente è arrivato persino a manomettere i freni del mio motorino e a togliere la benzina …
    da adulto poi mi aggrediva verbalmente con epiteti vari ” fai schifo ” tu non sei una donna” e roba del genere .
    Quando mi sono sposata non è piu fatto vivo… non mi ha presentato sua moglie nè i suoi bambini.
    si è separato e la sua ex moglie mi ha detto che lui mi dipingeva in maniera terribile … perchè (secondo lui ) io ero invidiosa di lui .
    ma i sintomi dell’invidia quali sono?
    nostra madre mi diceva di sopportarlo perchè incapace di capire … ed io , anche se soffrivo per quei soprusi non ho mai reagito … cioè … se ero /sono invidiosa di lui… non me ne sono mai accorta… sono molto confusa

  2. antonella ha detto:

    Salve, ho una bambina di 4 anni e una neonata di 4 mesi, inizialmente sembrava tutto ok, la sorellina maggiore era affettuosa e lo è tutt’ora, di giorno è tranquilla, fa la brava ma ultimamente arrivata l’ora della nanna proprio appena ci mettiamo per dormire le viene una specie di cistite mi fa alzare dal letto tipo per due ore di seguito ma di continuo tant’è che a volte stiamo in bagno per mezzora di seguito, poi scatti di rabbia pianti ecc tutto fino che finalmente si addormenta e passa tutto… abbiamo fatto esami delle urine e sono ok… questo fattore succede anche quando deve addormentarsi il pomeriggio ma molto meno e devo dire che va a fare pipì più spesso rispetto a prima e a parte che ogni tanto mi dice che ha bruciore non ha altri sintomi…è gelosia? io a volte penso abbia qualcosa ma mi sa che sia dovuto da una gelosia inconscia che si manifesta solo al momento della nanna…cosa ne pensa lei? cosa potrei fare per non farla stare male?
    grazie
    cordiali saluti

    • Ha perfettamente ragione, è una gelosia che agisce più nella fase inconscia che quella coscia, infatti si evidenzia quando la bambina sta per addormentarsi e sa che in quelle occasioni non vede nulla, cade nell’oblio del soono ed a paura che al risveglio non rivedrà le cose nello stesso modo in cui le ha lasciata, e quindi non controlla cosa avviene in casa o cosa potrebbe succedere mentre dorme, o se lei sarà abbandonata o messa da parte per la nuova arrivata.
      Il momento dell’avvio al sonno rappresenta un momento dell’abbandono delle inibizioni e di tutti i freni che da vegli mettiamo in atto per controllarci, anche se è piccola 4 anni sono sufficiente per mettere in atto tali meccanismi difensivi inconsciamente.
      La rassicuri sul fatto che le vuole bene e che non la lascierà mai e non l’amerà mai di meno di sua sorella, ma che ora è troppo piccola per arrangiarsi da sola e ha bisogno di lei continuamente, così come succedeva quando era lei piccola di casa e da buona madre accorreva subito.
      Così la fa sentire non solo messa sullo stesso piano di importanza della sorella ma la rassicurerà delle sue paure ed ansie, tanto normali quanto superabili nel breve tempo, abbia solo un po’ di pazienza e vedrà che la gelosia presto svanirà.
      Magari lei ed il padre potete concedervi dei momenti, anche pochi minuti al giorno, da dedidcare esclusivamente alla grande, sarà il vostro modo di dimostrarle che non vi siete scordati di lei e che è importante quanto prima dell’arrivo della sorellina, inoltre suggeritele i vantaggi di avere una sorella: cioè un’amica con cui giocare, divertirsi, fare tanto cose insieme, giusto il tempo di farla crescere un po’ di più.
      Spero di averla aiutata
      Marilena

  3. Alessia ha detto:

    Salve, sono mamma di 3 bambine di 11 e di 7 anni (gemelline) . Una gemella imita costantemente la sorella maggiore con la quale ha un ottimo rapporto, ma frequentemente si innervosisce facendo il broncio e isolandosi dall’intera famiglia. Riporto qualche esempio 1(le chiedo di darmi la mano x attraversare la strada e lei comincia con il suo comportamento replicando che alla maggiore nn l’ho chiesto), 2 (inizia una lagna se non le prendo per prima qualcosa che mi avevano chiesto tutte) sono talmente tanti i casi praticamente ogni giorno che neanche mi sovvengono. Non le faccio mancare niente, anzi a volte chiedo “in sua presenza” alla più grande di cedere x evitare questioni. Avrei bisogno di un Suo consiglio e nel caso capire se necessita di un aiuto specializzato. Grazie.

    • Cara Alessia, le gemelle spesso vivono con una simbiosi più o meno accentuata sopratutto da piccole, pertanto l’atteggiamento di gelosia nato da un comportamento geitoriale nei loro confronti diverso, anche nei particolari più inisgnificanti, è più che normale, cerchi di trattarle nello stesso identico modo il più possibile.
      Se poi la piccola fa i capricci non li assecondi e non le compri nulla per farla smettere, non deve associare il capriccio alla possibilità di guadagnare qualcosa ma semmai ilcontrario, cioè perdere o patire un qualcosa, come ad esempio imporle di smetterla atrimenti subentra un castigo o una punizione adeguata al comportamento sbagliato.
      Vedrà che con l’entrata nella scuola e la conoscenza di altri coetanei tale simbiosi andrà scemando anche se non scomparirà del tutto sino all’età adolescenziale, dove addirittura potrebbero entrare in competizione, ma tutto fa parte del gioco della vita e dell’imparare a relazionarsi con gli altri urché sia sempre fatto in modo rispettoso ed educato, altrimenti le metta in castigo anche se sono ragazzine.
      L’educazione ed il rispetto delle regole della famiglia sono la cosa più importante, è così che impareranno a rispettare gli altri e le cose del mondo.
      Marilena

  4. Marica ha detto:

    Salve,sono la mamma di un bimbo di 5 anni e di una bimba di 9 mesi. Premetto che sono una casalinga,quindi ho sempre dedicato tutto il mio tempo al mio figlio maggiore (chiaramente fino a che non è arrivata la bimba) io e lui abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto,lui è sempre stato molto legato a me e io molto protettiva verso lui.
    Lui essendo molto dolce ha sempre legato anche con i bimbi più piccoli dando loro attenzione, per questo mi ha sempre chiesto una sorellina ed inizialmente era molto felice, da quando la bimba ha cominciato ad interagire con la famiglia lui ha cominciato ad avere con me, un comportamento di sfida perenne, non mi ascolta, mi risponde,noi abbiamo sempre parlato molto con lui e continuiamo a fare,ma mentre mio marito riesce ad avere il rapporto che ha sempre avuto, con me le cose non sono così.
    Inoltre alle voltevedo che è quasi aggressivo con la bimba, esempio: la stringe troppo per abbracciarla, gli leva le manine quando si sorregge a qualcosa per stare in piedi ecc..
    Alle volte invece è super protettivo verso di lei, tipo, se siamo in macchina e lei piange è lui che mi dice accosta mamma che la bimba ha sete, oppure è lui che prende l’acqua,o che gli dà da mangiare,o che cerca di farla stare tranquilla e ci riesce sempre perché lei venera suo fratello.
    Come mi consiglia di agire?
    Grazie

    • La gelosia nei fratellini è una cosa più che normale, ed è legittimo che un bimbo che è rimasto per anni il solo principino di casa debba ad un certo punto dividere le attenzioni dei suoi genitori con la nuova venuta, ma il tempo e la dedizione speciale al piccolo aiutano molto:
      riservategli uno per volta (mentre l’altro è occupato con la piccola) delle attenzioni esclusive e ricordategli spesso che non lo amate di meno ma sempre di più, anzi fatevi, per quanto sarà possibile, aiutare nella gestione della piccola in modo da farlo sentire grande ed utile, questo lo aiuterà a non sentirsi messo da parte ma elemento attivo nel nuovo nucleo familiare.
      Marilena

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