Maria Montessori: la più grande pedagogista della storia

Sindrome di Sthendal di ieri e di oggi
30/01/2017
Il metodo Montessori – il migliore per l’insegnamento
31/01/2017

Maria Montessori: la più grande pedagogista della storia

Maria Montessori è stata la più grande pedagogista di tutti i tempi, , il suo metodo (che puoi trovare spiegato in un mio articolo) è considerato il sistema più rivoluzionario ed innovativo di tutti i tempi.

Sino ad oggi giorno i migliori istituti scolastici e scuole materne di tutto il mondo (devo dire che il metodo viene purtroppo applicato più nei paesi del nord Europa ed in America che in Italia),  che sono considerati Istituti prestigiosi ed eccellenti nell’istruzione, applicano il metodo Montessori.

Purtroppo il prestigio ed il costo di tali istituti di eccellenza non sono alla portata di chiunque.

Ma per capire la grandezza della scienziata occorre conoscere anche la grandiosità della sua persona ed il coraggio con cui ebbe a battersi per i suoi metodi, che avevano come unico interesse i bambini, la loro istruzione e l’idea di farli innamorare della conoscenza.

Maria Montessori amava i bambini più di ogni altra cosa, aveva a cuore il loro futuro, ed i suoi metodi lo dimostrano ampiamente.

I bambini che escono dalle scuole montessoriane hanno effettivamente una marcia in più rispetto agli scolari di qualunque altra scuola, apprendendo piacevolmente imparano un metodo che li seguirà per tutta la vita.

Ora brevemente vi racconto la storia della Montessori, per capire il suo metodo vi rimando al mio articolo di cui al link sopra indicato.

Maria Montessori nacque il 31 agosto del 1870 a Chiaravalle, un piccolo paesino in provincia di Ancona.

Volendo seguire il lavoro del padre la famiglia decise di trasferirsi a Firenze quando la Montessori aveva tre anni, e dopo due a Roma.

Questo diede influì negativamente sulla bambina che pativa il disagio del continuo trasferimento e del fatto  di mutare continuamente l’ambiente e gli affetti intorno a sé.

Infatti soffriva di diversi problemi di salute e la sua resa scolastica ne risentì fortemente.

Verso gli 11 anni, con una maggiore stabilità ambientale ed affettiva, incominciò ad interessarsi alle materie scientifiche, si iscrisse alla facoltà di Medicina della Sapienza e divenne una delle prime donne a laurearsi in questo ambito in Italia, nel 1896.

Fu una delle prime donne a laurearsi, a quel tempo infatti l’istruzione universitaria era totalmente negata alla femmina che doveva soltanto imparare a diventare una moglie perfetta in quanto il suo scopo di vita era unicamente il matrimonio che fosse il più conveniente possibile, sia socialmente, per elevarsi di rango, che economicamente, per poter essere meglio mantenuta.

La donna a quel tempo non aveva altre alternative.

Durante il periodo universitario concentrò i propri studi e le ricerche in pediatria, psichiatria e igiene (a quel tempo veniva fatto un corso specifico in quanto non era ancora conosciuta come sistema ordinario di vita), argomenti di cui si sarebbe occupata a lungo anche dopo l’università.

Una volta laureata, divenne assistente alla clinica psichiatrica universitaria di Roma e si dedicò ai bambini con problemi psichici.

Fu questo un periodo molto importante per la Montessori, che attraverso convegni e conferenze in giro per l’Europa ebbe modo di conoscere e approfondire metodi e teorie sul recupero dei “bambini anormali”, come venivano definiti all’epoca.

Portando avanti in parallelo il proprio impegno per l’emancipazione femminile, nel 1898 presentò a Torino, nel corso di un congresso pedagogico, i risultati delle proprie ricerche sui bambini, ottenendo la direzione della scuola magistrale ortofrenica di Roma.

Nei primi anni del Novecento aprì nella zona di San Lorenzo la sua prima “Casa dei Bambini”, in cui applicò un innovativo sistema per la scuola dell’infanzia, descritto nel suo libro Il metodo della pedagogia scientifica.

Il volume le diede un notevole successo anche all’estero, suscitando particolare interesse nel Nord America.

Negli anni Venti, intorno a Montessori nacque il movimento montessoriano, da cui originarono la scuola magistrale Montessori e l’Opera nazionale Montessori.

Nei primi anni il regime fascista incentivò e promosse l’apertura di nuove “Case dei Bambini”: da un lato perché Mussolini aveva l’esigenza di ridurre il forte tasso di analfabetismo e di disagio sociale che ne consegue in alcune aree d’Italia e, dall’altro, pensava di poter sfruttare il lustro internazionale di Montessori a proprio favore.

La Montessori era orami famosa in tutto il Mondo, soprattutto in America, questo avrebbe dato modo a Mussolini di avvantaggiarsi della sua fama e della sua considerazione.

Negli anni seguenti, soprattutto dopo il delitto Matteotti e le ulteriori chiusure del regime, i rapporti con la Montessori si deteriorarono, anche a causa della sua presa di posizione contro il regime ed i suoi metodi, per questo motivo molte scuole furono chiuse e la stessa Maria Montessori fu sostanzialmente emarginata dal fascismo.

Nel 1933 a Maria Montessori non restò che dimettersi dall’Opera nazionale e l’anno seguente fu praticamente costretta ad abbandonare l’Italia.

Iniziò a viaggiare molto e, nel corso della Seconda guerra mondiale, fece un lungo viaggio in India dove continuò a lavorare alle proprie teorie sulla pedagogia, tornando in Europa solamente nel 1946.

L’anno seguente rientrò in Italia e ottenne la possibilità di rimettere in piedi l’Opera nazionale, che si fece nuovamente promotrice dei sistemi pedagogici montessoriani.

Trasferitasi nei Paesi Bassi, Maria Montessori morì a Noordwijk il 6 maggio del 1952.

Per tutta la vita la Montessori è stata una rivoluzionaria, sempre coraggiosa nelle sue idee e totalmente dedicata ai valori in cui credeva, oltre a quelli politici, come l’istruzione dei bambini.

Al centro della sua vita infatti c’è sempre stato l’amore per i piccoli, soprattutto per quelli che venivano da famiglie povere e non avevano possibilità, per questo motivo furono istituite le Case del Bambino per dare modo a chiunque di poter godere dell’istruzione, dell’educazione e della cultura.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *