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Non per tutti è un buon Natale

Il Natale è una festa unica nel suo genere, sarà perché illumina strade e negozi ed è difficile non rimanerne condizionati.

Sarà perché porta regali, allegria, pranzi in famiglia, gesti generosi, voglia di dolcezza e calore, l’occasione per andare in vacanza o per stare un po’ in famiglia.

Mi chiedo se sia veramente così per tutti, se tutti sono così felici e se tutti i regali sono fatti realmente col cuore.

Pochi credo siano realmente sentiti, i più lo fanno perché si sentono in obbligo, perché c’è una tradizione da rispettare, perché altrimenti si passa per quello taccagno che non vuole pensare ad un dono.

Eppure i regali dovrebbero essere un momento di gioia soprattutto per chi li fa col cuore, ed ancora più gioioso dovrebbe essere l’animo di chi li riceve, ma quando mi guardo in giro non sono queste le facce che vedo e negli animi delle persone che si affannano vedo più l’ossessione del giudizio degli altri che un’emozione che nasce dal profondo del loro cuore.

Per non parlare dei pranzi e delle cene in famiglia …. Sarà che io non sono mai stata un’appassionata dei ritrovi parentali noiosi e ripetitivi (sarò stata forse sfortunata) ma anche per la cena quando la maggior parte della gente ne parla si riferisce sempre ad una consuetudine da rispettare, costi quel che costi.

Già parliamo dei costi, parliamo delle spese pazze in un momento di grande crisi per molte famiglie, che non hanno la sicurezza del lavoro, non hanno la speranza del futuro e di quelle persone che si ritroveranno il solito piatto vuoto anche a Natale.

Il mio pensiero va a loro, a coloro che non hanno nessun motivo di festeggiare, che sono stati delusi dalla vita o da qualcuno e che per loro la felicità delle luminarie è solo un modo per sentirsi ancora più diversi, più soli, più emarginati dalla festività che non rappresenta un momento di riunione né tantomeno di allegra compagnia.

Per coloro che nessuno valuta, che nessuno nota e che semmai non vorrebbero vedere, ma la povertà non è un vestito che si può mettere e togliere a seconda del gusto o piacimento del prossimo, perché sono sicuro che gli interessati sarebbero i primi a farne volentieri a meno ed avere, anzi, l’occasione per sentirsi felici, per sentirsi coinvolti da questa contagiosa festa.

A tutte queste persone voglio rivolgere i miei auguri di Natale che il prossimo giorno possa essere migliore di quello che è passato.

 E vorrei anche ringraziare coloro che, Natale o non Natale, passeranno le feste a dedicarsi agli altri, a fornire un pasto caldo a chi non ha nulla o a visitare e portare un saluto a chi è rimasto solo.

Ed anche a tutti gli altri, meritevoli oppure no di essere ricordati, mando il mio augurio, perché c’è sempre per tutti la speranza di fare meglio e di essere migliori e molti dovrebbero perlomeno provarci, renderebbero questo mondo sicuramente un mondo diverso, più sereno e con più gente disposta a credere nella festa del Natale.

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