Non sono tutte buone le mamme del mondo…

Scusa… sono dislessica!
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Si vive male, diciamolo.
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Non sono tutte buone le mamme del mondo…

♫ … son tutte belle le mamme del mondo…. ♫

Così cantando vinsero il festival di San Remo del 1954 Gino Latilla e Giorgio Consolini.

Erano altri tempi, i notiziari ed il web non riportavano così tante notizie di madri assassine che torturano ed uccidono i loro figli.

Sono sicuramente accaduti ipotesi di infanticidio nel passato, ma le notizie non viaggiavano per tutto il mondo in pochi attimi, e se accadeva lo sapevano soltanto i locali.

É di pochi giorni fa la notizia di una mamma d’oltre oceano che ha ucciso il suo bambino di pochi mesi facendogli ingoiare del sale sino ad intossicarlo e a non farlo più respirare.

Si è giustificata dicendo  che ora era libera di ritornare dal suo vecchio compagno e vivere senza altri problemi.

Se non voleva un figlio poteva lasciarlo in adozione, altri lo avrebbero amato al suo posto, non c’era bisogno di tanta crudeltà, di ucciderlo a poco a poco in modo ignobile facendogli ingoiare una sostanza che il nostro palato tollera soltanto a piccole dosi.

Questo va al di là del voler soltanto uccidere, questa è tortura, una crudele sevizia che poteva essere evitata, una rabbia definita bestiale ma si offenderebbero le vere bestie perché non sono così disumane coi loro cuccioli.

L’uomo è l’unico animale al mondo che tortura i suoi simili per il semplice gusto e piacere di farlo.

Non si muore velocemente avvelenati dal sale, è una lunga agonia.

Ma non c’è bisogno di andare tanto lontano per leggere storie di madri che senza pietà trucidano i loro piccoli indifesi.

Sono azioni ignobili che creano disgusto e disprezzo.

Riusciamo a mala pena a pensare che una madre possa far del male ad un figlio figuriamoci ucciderlo a mazzate, soffocandolo e buttandolo in un canale, massacrandolo di botte.

Queste azioni vanno ben al di là di un momentaneo raptus di rabbia o nervosismo.

Sono uccisioni consapevoli e programmate, pianificate anche nel dopo con disgustose commedie strappalacrime per cercare di convincere qualcuno che sono delle povere vittime anche loro.

Non facciamoci prendere in giro.

Sono donne che possono uccidere, e lo fanno sulla cosa che hanno a portata di mano e con cui si possono facilmente sfogare perché sono i loro piccoli esseri indifesi.

Questa è crudeltà, una crudeltà pura che non passa nemmeno quando sei in carcere e quando devi recitare la parte della madre affranta, solo un avvocato ben pagato è in grado di compatire per professione.

E un’idea che il senso comune fatica a digerire, perché resa ancora più intollerabile dal fatto che è una madre a commettere un crimine tanto infame, quella madre che dovrebbe coccolare, amare, accudire con amore il suo piccolo bimbo.

Eppure non ne sono capaci.

Non sono buone madri, non lo sono mai state e non lo saranno mai, l’infanticidio è solo una parentesi di eccesso di odio e di rabbia, che rimane e che la loro psiche si porta con sé insieme ad un  senso di appagamento e di potere sulla vita di un piccolo essere.

Perché è questo che prova un assassino quando uccide, è questo che prova una madre violenta, ed è un piacere sadico, morboso che fa parte della persona stessa.

Non si tratta di malattia temporanea, di disagio, di perdita momentanea delle intenzioni.

C’è premeditazione, c’è falsità, c’è artefazione, c’è logica cruda ed intelligente, c’è un controllo assoluto del proprio comportamento e degli schemi mentali da usare, delle parole calibrate per mentire, una bella commedia da recitare davanti ai monitor ed ad un pubblico che si accalca, così il puro narcisismo accresce la sua morbosità, si satura e soddisfa, e trova compiacimento.

Per questi motivi un assassino avrà sempre la fame di queste sensazioni adrenaliniche auto-soddisfacenti una mente che non è malata ma perversa, cosa ben diversa e val bene una condanna.

Si uccide non soltanto con un pugno o con un’arma si uccide anche con le parole, con gli atteggiamenti, solo che la tortura è molto più sottile, duratura ma altrettanto efficace.

Per farlo bastano le parole, i maltrattamenti, le violenze psicologiche, il non considerare o il disprezzare continuamente.

Le parole sono lame che ti uccidono a poco a poco, ma l’emorragia è inarrestabile, ti dissangua.

Le notiamo queste madri violente ed aggressive, sono intorno a noi e le vediamo ogni giorno, solo non volgiamo farci caso per non impicciarci degli affari degli altri.

Ma quando un bambino viene aggredito, insultato, umiliato è affar nostro.

Siamo adulti e siamo grandi, abbiamo il dovere di difendere i più piccoli ed indifesi.

Mi è capitato un tale fatto giusto questa mattina, nel parcheggio del supermercato.

Mi sono fermata a fianco di un grosso suv, macchina imponente e costosa, una donna bella e ben vestita, abiti non da mercato!, urlava contro la figlia che paralizzata dalle urla non riusciva a muoversi dal sedile posteriore: “sei una ignorante, una cretina, scendi e smettila di farmi fare figure..”.

Povera piccola, nemmeno riusciva a rispondere a quella donna bestiale che apostrofava sua figlia con epiteti offensivi alla capacità intellettuali, le offese erano proprio dirette a minare la sua stima ed intelligenza, accusandola di una cosa che invece lei stessa sola stava facendo, una gran figura di m….

La ricchezza non va mai a braccetto con la sensibilità e scuramente non con l’intelligenza, esempio lampante in quella madre!

Tanto denaro e tanta ostentazione per dimostrarsi come bestiale e grezza.

Mi è bastato guardarla per metterla a disagio.

Se basta quello fatelo, non tiratevi indietro, uno sguardo bieco non vi costa nulla ma forse salva momentaneamente quel bimbo dalla tortura e fa sentire il genitore uno scemo aggressivo.

Non è molto ma è già qualcosa, se lo facessimo tutti, se fossimo meno attenti a volgere altrove la nostra attenzione per non impelagarci con gli affari degli altri, forse ci sarebbero meno morti.

Le madri aggressive, violente, che non sanno amare, non sanno dare, non hanno affetto, uccidono e basta.

Quel che conta è la loro rabbia personale e la possibilità di prendersela con qualcuno.

Vanno fermate.

La crisi economica, le difficoltà in famiglia, lo stress, i troppi impegni che assillano causano nervosismo, ma tutto questo non dovrebbe coinvolgere un bambino che non ha né colpe né responsabilità, ed esiste perché quella madre ha deciso, magari consapevolmente, di metterlo al mondo.

Se si arriva al punto di essere odiose col figlio, bel oltre il tollerabile è segno che qualcosa non va.

Non vergognatevi di chiedere aiuto ed assistenza ad un esperto.

Essere nervose, irritate, indispettite per la vita che procede nel modo diverso di come la vorreste, è normale, umano, comprensibile.

Abusare di vostro figlio no, scaricarvi su di lui perché non sa reagire non va bene, prendervela con persone che non si sanno difendere è ignobile e vergognoso.

Allora quando succede rivolgetevi ad un esperto, un medico chiunque che possa aiutarvi a capire la causa dei vostri malesseri prima che diventi la causa di un bambino infelice o morto.

Parlate con chi volete ma fatelo e presto perché quello che state facendo non merita né giustificazione né perdono.

Se avete un problema cercate di risolverlo sta a voi scegliere come e con chi, ma fatelo prima della recita del pentimento, il rimorso non si nasconde facilmente nello stesso modo.

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