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Non ti parlo ma ti uccido.

In pochi giorni sono stata bersagliata da notizie dai media di persone che usano un arma al posto delle parole per discutere.

Quella preferita sembra essere il coltello.

Fidanzate che ammazzano fidanzati.

Figli che ammazzano il padre.

Padri che ammazzano i figli.

Si dice che la comunicazione difetta, ma credo che sia ormai un problema di civiltà.

Non si riesce più a discutere, a litigare.

Invece di parlare la gente reagisce prendendo un coltello.

Siamo arretrando all’età della pietra.

Siamo incapaci di gestire rabbia e nervosismo.

Così si passa velocemente dalle parole ad un’arma che sbuca dal nulla e ti uccide.

Basta anche solo l’idea di un parcheggio rubato per scatenare l’inferno.

Se non sei in grado di discutere col prossimo non sei una persona civile, ma a causa tua tutta la società diventa incivile.

Allora si incomincia a temere per quel che succede intorno a te, ad avere paura del vicino di casa un po’ troppo nervoso, ad andare in giro per strada da sole perché chissà cosa potrebbe succedere.

Ci si allarma per un nonnulla perché si vive nel terrore.

Questo non è più un segno di civiltà.

E questa non è la civiltà in cui voglio vivere.

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