Psicologia del Tradimento e del traditore

Come affrontare un tradimento
29/12/2017
Il tradimento di un narcisista
30/12/2017

Il tradimento ancora oggi rappresenta uno degli aspetti più inquietanti della relazione umana in quanto è la situazione che crea più danni nel rapporto e cambiamenti in chi la subisce, nel senso che spesso tende a non fidarsi più del genere a cui appartiene il traditore e ad avere nei confronti dell’altro sesso comportamenti ed atteggiamenti che prima non aveva.

La parola tradire proviene dal latino “tradere” che vuol dire consegnare, tradisco deriva da trans e do (= dare) ed il prefisso trans implica  un “passaggio”, una “transizione” verso l’altro. Si abbandona al vecchio e ci si “consegna” al nuovo.

Un transizione che nella nostra cultura non è accettata né ammessa generalmente nella coppia, a meno che entrambi i partner abbiano optato per un tipo di relazione aperta e quindi con l’ingresso e lo scambio di altri soggetti.

Se il tutto avviene consapevolmente e con l’approvazione del partner il rapporto non subisce danneggiamenti, tranne nel caso in cui uno ad un certo punto decida di cambiare le regole, ma in tal caso è lui che tradisce gli iniziali accordi e quindi deve correre il rischio che anche l’altro abbia le medesime intenzioni altrimenti il rapporto è destinato a chiudersi.

Nei miei precedenti articoli ho trattato il problema di come superare una crisi di coppia e di come affrontare il tradimento scoperto, sia esso un caso unico oppure appartenga ad una situazione in cui l’altro è un traditore seriale, cioè un infedele patologico.

 

Perché si tradisce?

 

Il tradimento, nelle vicende relazionali appartenenti alla nostra cultura o alla coppia in sé (teniamo conto che in alcuni paesi vige la poligamia, la poliandria e per alcune coppie occidentali anche il poliamore ) viene rappresentato non solo non necessario ma assolutamente da evitare.

Se si pensa alla coppia , luogo per eccellenza del rapporto d’amore, le dinamiche che si svolgono non sono solo di luce, poiché l’ombra che la coppia porta con sé è il rapporto di dipendenza e di esclusività.

I due, con tacito accordo, stipulano un contratto basato sulla fiducia e costituito, oltre che da una dichiarazione di impegno consapevole ed esplicita ( che nel rito religioso e civile del matrimonio si esprime con la formula di promessa di fedeltà nella gioia, nel dolore, nella salute e nella malattia) anche da una sorta di contratto segreto che tende ad essere esaustivo di tutti i bisogni e di tutte le aspettative che ciascuno ripone nell’altro.

I bisogni disattesi incastrano la coppia facendo venir meno il vincolo, il rapporto diventa un luogo di prigione in cui i due protagonisti non esprimono se stessi, ma la sofferenza, il disagio della propria esistenza,  interpretando dei ruoli.

Esprimere o dire all’altro che ha fallito nel compito di renderci felici equivale a contravvenire a quel patto iniziale che i due hanno stipulato e ciò significa esplicitare il fallimento del progetto  di vita insieme.

I desideri, le fantasie, che si presentano nell’incontro con una donna sono la prigione psichica per eccellenza, che trova il suo antenato nell’essere fantasticati, pensati, desiderati o no, ancor prima di nascere.

E’ una pena cocente e intollerabile quella che si infligge a una creatura umana chiedendole di adeguarsi al nostro sogno… La si costringe a recitare un copione di cui non è l’autore” (A. Carotenuto).

Accade così di essere e restare intrappolati nella dialettica fiducia – tradimento per causa di un genitore che deve dimostrare la capacità di procreare, di riempire un vuoto nello spazio della coppia, di risanare un matrimonio già fallito.

Quello che noi possiamo fare è crescere attraverso questo tradimento trovando uno spazio interiore ed autentico attraverso il quale ognuno possa divenire ciò che “è” ossia un essere singolare ed un individuo irripetibile.

Tale processo di individuazione comporta un cammino di solitudine e dolore per pervenire alla consapevolezza  della propria individualità scegliendosi e riconoscendosi orfano e dandosi la possibilità di uscire dal gorgo familiare.

Una figlia che non è stata investita da un onere affettivo adeguato da parte del padre, divenuta donna rischia di restare intrappolata  con dei partner irraggiungibili, sfuggenti poiché proprio con questi partner rivive il tradimento del padre connesso alle esperienze del vuoto e dell’angoscia.

Un figlio “consegnato” dalla madre, proverà nel corso della sua vita il senso della perdita e sarà spinto a vivere nell’incertezza di perdere l’oggetto d’amore.

E’ proprio su questo terreno che si attecchisce il sentimento della gelosia. La gelosia rappresenta la minaccia affettiva che proviene dall’esterno e si fonde col desiderio di possesso per l’oggetto d’amore.

Si tratta di una reazione carica di sofferenza per la perdita, di rancore per chi l’ha procurata, di rabbia per l’affetto destinato ad altri anziché a sé, di desiderio di vendetta contro chi lo ha depauperato.” ( Widmann 1991, 57).

La sensazione di perdere l’oggetto d’amore riattiva nell’individuo meccanismi che affondano nei meandri oscuri della sua vita psichica e  attraverso la gelosia riscatta l’attaccamento originario, l’esperienza dei rapporti primari col primo oggetto d’amore e l’illusione di stabilire una relazione affettiva caratterizzata dal possesso.

Si può affermare che la gelosia  risponde alla vicenda esperienziale, appartenente alla prima modalità di relazione dove il fantasma del passato incastra il soggetto dentro una prigione lottando contro quegli spettri rivelatori dell’antica mancanza affettiva, dove la cornice edipica ha delineato la specificità del quadro affettivo infantile.

Controllare l’altro, salvaguardare la relazione da possibili intromissioni esterne significa scongiurare la perdita dell’oggetto d’amore.

Tuttavia, dietro tali atteggiamenti si cela una personalità  fragile, debole, vulnerabile, non in grado di colmare la ferita narcisistica attraverso la quale sviluppa un esagerato amore verso se stesso e un sentimento di delirio di onnipotenza determinando gravi difficoltà relazionali e un forte rifiuto nei confronti della più profonda dimensione amorosa.

Il vissuto doloroso dell’abbandono che non trova luce rispetto al passato con cui bisogna confrontarsi e “fare i conti”, porta il traditore a sostituire un volto con un altro, un oggetto d’amore con un altro e forse  passerà la vita a tradire,  mettendo in atto la “coazione a ripetere”.

In tal modo torna a ripetere l’antico copione per una mancata rielaborazione sui propri vissuti interiori e per non essere stato in grado di perdonare ciò che la vita gli ha consegnato.

 

Nel tradire l’altro si possono riconoscere i nostri più profondi vissuti

 

La ferita che lascia il tradimento è difficile che si rimargini definitivamente poiché resta una sorta di delusione, che nulla potrà essere come prima, un gusto amaro e la fiducia che c’era viene definitivamente compromessa.

Al traditore spetta il compito di rimettere in gioco il rapporto con il suo partner, dando vita ad una nuova visione della relazione che a volte ha perso la ragione di esistere.

Molti possono essere i motivi che inducono al tradimento: dal bisogno di sperimentare la trasgressione, al bisogno di conferme affettive, dalla mancanza di attenzione del partner, al “ristagno” della coppia.

Due persone che non hanno da dirsi più nulla non comunicano e non riescono a relazionarsi. Tradire diventa l’azione migliore da compiere per un rapporto che non nutre più.

Il traditore non è solo colui che inganna, ma al contrario è colui che affronta la realtà nei suoi aspetti più dolorosi.

Solitamente una relazione non finisce mai per volontà univoca di uno solo dei due partner, ma per la partecipazione di entrambi.

Le relazioni che non si nutrono più, vengono segnate dall’apatia, dall’incomprensione, dal logoramento del tran-tran, dalla non autenticità del sentimento e sono destinate a rompere gli argini del matrimonio oppure scegliere di continuare a vivere al fianco di qualcuno che non si ama.

Quando si costruisce un tradimento i sentimenti dei protagonisti sono caratterizzati da forti emozioni e pulsioni che tendono a ripetere l’amore adolescenziale, molto passionale ed affettivo.

Col tempo può divenire fonte di ansia per conciliare tempi e luoghi da dedicare all’amante con quelli della vita di coppia col coniuge. Molti dei tradimenti durano da pochi mesi ad un anno o due, forse un’intera vita ponendosi senza spazio e senza tempo come una modalità di vita abitudinaria.

 

Differenze tra uomini e donne

 

Ci sono delle differenze tra uomini e donne nello svolgersi della relazione extraconiugale.

La donna che tradisce lega il tradimento ad un coinvolgimento emotivo ed amoroso, lo lega ad un’insoddisfazione nel matrimonio che non offre più alcun tipo di nutrimento.

L’uomo, al contrario, lo lega più al piacere sessuale e spesso non comincia una relazione adulterina per motivi di insoddisfazione rispetto la coniuge, non ha difficoltà a vivere il tradimento clandestinamente, anzi ciò aumenta il piacere della relazione con la propria coniuge.

Mentre il maschile con superficialità, può far finta di niente continuando a condurre la vita di sempre, una donna quando si rende conto di essere in rotta col proprio coniuge e che il rapporto non le dona l’energia e il sostentamento di un tempo, non può tollerare il disagio e l’insoddisfazione che il matrimonio le arreca.

Chi subisce il tradimento prova le più diverse emozioni: rabbia, tristezza, umiliazione, malinconia, depressione,  smette di mangiare,  rifiuta il contatto con gli altri e con il mondo esterno, oltre a rendersi conto, quanto si era sicuri dell’altro, dell’inconoscibilità dell’animo umano.

Il traditore diventa uno sconosciuto, una persona che non si riconosce più, in cui non ci si crede più.

La psicologa Betsy Stone è del parere che non esistono “vittime innocenti” e “vili traditori”, ma il tradimento avviene tra due persone che sono entrambe coinvolte nella genesi della situazione extraconiugale, l’esistenza di quest’ultima è segno di un disequilibrio emozionale della coppia.

Ciò che più fa soffrire il tradito psicologicamente non è la presenza di un’altra persona, ma l’essere stato escluso dalla coppia.

Sapere di essere traditi significa vivere momenti devastanti dove il rischio maggiore è quello di indurre a compiere gesti estremi: dall’impulso suicida all’assunzione di droghe o al cercare conforto nell’ alcool.

Risulta impossibile mantenere la calma: grida, minacce, comportamenti e parole che possano far male all’altro lasciandogli segni e solchi profondi.

In realtà il “tradito” dovrebbe leggere il proprio comportamento e interrogarsi sui valori della propria vita, amore compreso.

Spesso solo  con l’aiuto di un “traghettatore” si può elaborare il dolore del tradimento e cogliere il significato  della vicenda per ritrovare se stessi ed interrogarsi sul modo di amare, esaminare il modo di concepire la propria vita, rivedendo quei principi ritenuti incrollabili.

Un tradimento all’interno della coppia diventa un momento di crescita e il frutto di un nuovo modo di amare quando l’uno riconosce l’altro per ciò che è, nella sua autenticità e dove ognuno dei due partner possa dire “non sono come tu mi vuoi”.

Ma per far questo occorre che sia recuperato in sé quella parte mancante che è stata proiettata sul compagno (l’anima per il maschile e l’animus per il femminile) affinché si possa sperimentare una relazione autentica, l’unione di due solitudini che non nascondono il continuo mutamento della vita, accettando il rischio della solitudine e della delusione.

Mi piace pensare che il volto vero dell’amore venga sempre restituito. A volte è raro. Ma accade.

L’Amore vive attraverso di noi e una storia d’amore non si chiude se non nella nostra volontà di rimuovere.

Quando i frammenti e i cocci dell’Io  mettono insieme la nostra soggettività e individualità, sentiremo che il tradimento non è un attacco personalistico e solo allora l’Amore potrà universalizzarsi.

Per qualunque consiglio, aiuto, conforto o anche soltanto per capire rivolgersi ad un Counselor esperto in relazioni sentimentali ed abituato ad affrontare le crisi della coppia può essere un modo per comprendere ciò che è successo e capire se la coppia può superare il problema oppure non ha le condizioni essenziali per continuare.

38 Comments

  1. ELEONORA ha detto:

    NON RIESCO A SUPERARE QUESTA FASE LA DEPRESSIONE E’ TROPPO FORTE.

    • Il mio consiglio cara Eleonora è di non aspettarti che il dolore passi in fretta, sopratutto quando si ricevono ferite così profonde nell’orgoglio dalle persone più care, diventa ancora più difficile digerire e passare oltre.
      Cerca di avere pazienza e di distrarre la mente con altri pensieri positivi, se proprio non riesci da sola e vuoi un aiuto puoi sempre contattarmi via mail, vedrai che una soluzione ed il modo di superare questa brutta fase la troviamo.
      info@marilenacremaschini.it
      Marilena

      • VIRGINIA ha detto:

        Salve, mi chiamo Virginia e ho 21 anni, dopo 2 anni di relazione seria, succede una stupida litigata con il mio ragazzo da lì decido di lasciarlo riflettere nella speranza che nei giorni a seguire mi avrebbe ricontattata riconoscendo i suoi errori, che le fossi mancata e che ci saremmo rivisti presto. Questi giorni non sono mai arrivati in quando per tutto il periodo in cui io non ho fatto il primo passo ha pensato bene di consolarsi con una nuova ragazza. Nonostante non avessi ancora scoperto questa cosa lo contatto per chiarire e mi dice che nel giro di scarse 2 settimane non prova più quel forte amore per me e che per lui è tutto svanito. Decido di andare a casa sua a sua insaputa per farlo riflettere nonostante si rifiutasse. Nel mentre scopro che tentava seriamente di conoscere questa persona nonostante io volessi chiarire e di conseguenza avrebbe e avremmo buttato 2 anni di sacrifici al vento come se nulla fosse, come se quel sentimento non fosse mai esistito per quanto forte sia stato tanto da dimenticarlo nel giro di pochi mesi. Contatto questa ragazza e lei decide di non volerci più parlare con il mio ragazzo. Lui a questo punto tenta di farsi perdonare da me. La mia ossessione è questo pensiero “se io non avessi fermato questa cosa, se non avessi contattato questa ragazza e smascherato lui, lui non mi avrebbe mai detto di quanto è accaduto, di conseguenza non mi avrebbe chiesto perdono e avrebbe continuato a conoscere questa ragazza come se nulla fosse, lasciando me e il nostro amore nel dimenticatoio. Nonostante qualche settimana fa avrebbe voluto una convivenza con me e una famiglia.” secondo lei dovrei perdonarlo e fingere che nulla sia successo o che sia stato solo un errore oppure devo continuare a vivere nella paura che non mi ami e che stia con me solo per dispiacere e pensare che potrebbe rifarlo? Mi piacerebbe avere un parere da un/a esperto/a. Mi sta logorando questo dubbio. Grazie.

        • Cara Virginia,
          le ho risposto privatamente via mail per consigliarle un percorso in counseling telefonico
          le sarebbe utile per dissipare tutti i suoi dubbi e per chiarire i suoi sentimenti
          spero di sentirla presto via mail
          Marilena

  2. Jessica ha detto:

    La mia relazione non è durata tantissimo, solo 3 mesi ma sembrava andasse tutto bene. Lui veniva fuori da una relazione di 13 anni dalla quale ha avuto un figlio. Da un anno circa stava da solo fino a quando ha conosciuto me. Insieme stavamo bene su tutti i fronti fino a quando ho percepito che lui non era così pronto ad un’altra relazione. Alla fine ho scoperto che lui stava su siti di incontro per conoscere altre donne. La mia rabbia e delusione riguarda il perché non dirmi chiaramente che non voleva stare com me, perché scoprirlo così?

    • Perché questi uomini mentono, non hanno il coraggio di affrontare la verità e dire come stanno realmente le cose, sono immaturi e superficiali, ecco perché adorano il virtuale dove tutto può essere facilmente menzogna e falsità.
      Mi dispiace, meglio essersene resa conto presto che dopo una storia più lunga e più radicata, in tal modo anch ese soffre lo stesso riesce a soffrire meno e le sarà più facile dimenticare e passare oltre.
      Marilena

  3. Antonella ha detto:

    Tre mesi fa ho scoperto che il mio compagno chattava eroticamente con altre donne. All’inizio volevo lasciarlo senza alcuna spiegazione, poi, per rispetto delle famiglie, l’ho affrontato. Lui ha negato finché ha potuto poi ha ammesso queste chat e mi ha detto che gli era successo perché tra di noi c’era freddezza e non c’erano più rapporti. Bene, mi sono fatta un mea culpa e ho provato a recuperare il rapporto cercando di avere intimità con lui. Poi un mese fa ho dovuto togliere un polipo uterino e quindi c’è stato un altro stop nella nostra sfera sessuale. Due giorni fa ho scoperto che aveva scaricato delle app per chattare e per incontrare persone. Lui ha negato, ma poi ha detto che era spinto solo dalla curiosità, ma che stavolta non aveva chattato con nessuna! Ovviamente, avendo lui cancellato ogni prova, non gli ho creduto. Lui dice di amarmi, ma la cosa grave è che in questi ultimi 3 mesi che stavano cercando di recuperare il rapporto stavamo provando pure ad avere un figlio. Credo che lui abbia seri problemi di dipendenza da internet e che questi problemi li avesse già con la sua ex moglie 5 anni fa. Ora mi trovo combattuta sul da farsi perché attualmente non lavoro e dunque sarei costretta a tornare a casa dai miei che in tutta onestà non sarebbero felicissimi di riaccogliermi in casa dopo questa convivenza. La mia domanda è questa: un maniaco di internet può cambiare? La colpa può essere stata mia che mi sono allontanata emotivamente da lui per diversi mesi? E soprattutto può un uomo che non considera tradimento quello virtuale amare qualcuno veramente? Grazie mille per l’attenzione e mi scuso per questo sproloquio, ma avrei bisogno di qualcuno che mi aiuti ad analizzare questa complicata situazione.

    • Credo Antonella che la sua situazione sia un po’ troppo complicata per essere gestita con un semplice consiglio ad un commento, ci sono troppe questioni che andrebbero analizzate e descritte con migliore approfondimento ma indirizzato a ciò che rileva ai fini di un aiuto.
      Le chiedo, se vuole, di poterci sentire privatamente, via mail, in modo che si possa affrontare la cosa con metodo per ogni questione, nel frattempo le consiglio di valutare le modalità ed i costi dei miei interventi che può trovare nella pagina dei servizi in fondo, quello che solitamente consiglio è non solo il più economico ma anche il più efficace, cioè quello fatto online via mail, solo così riuscirò a comprendere l’intera viceda per poterle dare un consiglio risolutivo e mirato per ogni problema, perché dal suo racconto ne emergono più d’uno che andrebbero affrontati al più presto o la vostra crisi diventerà un muro insormontabile.
      Spero a presto via mail privatamente
      Marilena

  4. Massimiliano ha detto:

    Un articolo davvero completo, analizza in profondità le cause del tradimento che spesso sono da ricercare anche nel nostri vissuto, nelle esperienze passate che ci hanno plasmato. Interessante anche la differenza tra uomo e donna riguardo al tradimento. Complimenti

  5. Francesco ha detto:

    Buondì. Mia moglie, dopo 24 anni di matrimonio felice e dopo che sua madre morì (la mia metà l’ha accudita per 35 anni poichè la mamma era invalida al 100% … Ovvero in questi 24 anni abbiamo vissuto insieme “con il sorriso sulle labbra”) ha avuto un periodo depressivo intenso dove, nell’ultimo periodo i nostri rapporti si deteriorarono (in verità lei li deteriorò con tutta la famiglia, ovvero figli compresi) causa i suoi comportamenti realmente diversi dal solito. Da cui ha trovato “conforto” in un uomo (ritengo fessacchiotto, poichè fu l’unico al mondo a non rendersi conto delle condizioni di mia moglie …) con il quale si è vista poche volte e ha giusto scambiato qualche bacio. Tale piccola relazione fu la classica goccia che fece traboccare il vaso, ovvero lei raggiunse l’apice della sua drepressione con tale storia. Dopo di ciò, con il mio più grande supporto, si è (FINALMENTE) convinta a seguire uno specialista ed ora sta meglio. non ancora guarita, ma sta molto meglio. Ovviamente ho visto i miei errori nel periodo (ovvero ero più preoccupato a salvaguardare la prole (maggiorenne ma impegnata negli studi) e soprattutto la salute di mia moglie portandola dal dottore per iniziare le cure di rito, anzichè starle vicino con amore … Anzi, più che preoccupato ero disperato nel rendermi conto delle sue condizioni in continuo peggioramento e pertanto decisi che la priorità era convincerla alla famosa visita dal dottore più che altro … Più litigi quasi continui che portarono all’isolamento di lei … Relativamente ai rapporti di coppia e familiari). Ora, poichè tale uomo era un mio ex collega di lavoro che detesto (uno scapolo impenitente [chiamasi “sciupafemmine”] con valori decisamente contrari ai miei) mi risulta difficile (nonostante riconosca che lei in quel periodo aveva stati decisamente alterati, come gia detto) accettare l’accaduto e continuare ad avere fiducia nell’Amore della mia vita. Il nostro rapporto attualmente, e sotto certi aspetti, si è rinforzato rispetto a prima, però c’è questa macchia che non riesco a cancellare, risultando a me per primo e poi a lei, che ripeto non si è ancora rimessa del tutto, a volte stucchevole e, sotto alcuni aspetti, infantile … Pensa che abbia bisogno di un supporto anche io per avere aiuto in questa delicata fase (sono due mesi che ho saputo dell’accaduto, rivelatomi da lei in pieno marasma depressivo)? Oppure possiamo provare ad uscirne insieme, visto che comunque sembra che il nostro amore è intatto e rnforzato?
    P.S.: da questa storia ho compreso il valore intenso e decisivo del mito dei “TABU”. Ovvero quei limiti oltre i quali è meglio non andare pena lo sfascio completo, o parziale, di storie felici … Siamo umani e pertanto delle pulsioni verso altri esseri di sesso opposto, diversi dal nostro partner, possono anche esserci … Non nascondiamoci dietro un dito … I TABU ci danno il freno verso tali pulsioni, e pertanto li trovo fondamentali nel riuscimento del compimento verso la conclusione naturale di legami felici … “Finchè morte non ci separi … ^_^ …

    • Se vale la pena di riprovare e di dare una seconda opportunità a tua moglie lo puoi sapere soltanto tu, caro Francesco, ascoltando quello che ti dice il tuo cuore e la tua esperienza e questi lunghi anni vissuti insieme condividendo ogni cosa.
      Ascolta il tuo cuore e sono sicura che lì troverai tutte le risposte che cerchi.
      Se hai bisogno di aiuto puoi contattarmi privatamente
      Marilena

  6. Irene ha detto:

    Sono fidanzata da 8 anni e a breve andremo a convivere.
    Ma la realtà è che ho una relazione con un uomo sposato e con un figlio e di cui non riesco a fare a meno anche e soprattutto dopo esserne rimasta incinta (ed aver avuto un aborto spontaneo).
    So che questa relazione probabilmente arriverà ad un vicolo cieco e non mi darà certezze.
    Di certo so che per quanto il mio fidanzato mi ami (lui è all’oscuro di tutto), io non riesco a sentirmi completa con lui e anche se ero fermamente convinta che la nostra fosse la più bella storia d’amore mai vissuta, da quando l’ho tradito ho capito che non era affatto così…altrimenti non lo avrei mai fatto! Il punto è che dopo aver chiuso con l’altro uomo, ci sono ricaduta in pieno perché mi manca troppo e a lui manco io! Ma allo stesso tempo avevo creduto di poter dare un’altra chance alla mia relazione principale decidendo comunque di fare il passo della convivenza…. Solo che adesso che ci siamo arrivati mi sento soffocare all’idea e mi prendono continui attacchi di panico… A volte penso che l’unica soluzione sia raccontare tutto al mio fidanzato di modo che capisca come mai sono cambiata e che capisca che non deve più amare una persona meschina come me! Non se lo merita… Anzi, sono io che non merito il suo amore! Sono unegoista perché ho provato a lasciarlo ma non ce l’ho fatta! Ma sento che stare con lui non ha più senso dal momento che non riesco nemmeno ad essere me stessa soprattutto quando abbiamo rapporti sessuali… Non so come uscire da questa situazione

    • Le persone che amiamo meritano il nostro rispetto e la nostra considerazione, qui non si tratta di un’avventura o di uno sfizio di un momento, lei non è più innamorata, anzi non lo è mai stata, del suo compagno, le deve quantomeno la sincertà dei suoi sentimenti e dei suoi pensieri.
      Non c’è bisogno che gli racconti tutto, se lo fa si apetti le peggiori reazioni (che chiunque motivatamente e giustificatamente avrebbe) se vuole troncare in maniera più soft lo renda meno doloroso, ma la trochi questa storia che porta a destini infelici per entrambi, negando a lei e al suo compagno un destino diverso con una persona che si ama veramente.
      Marilena

  7. raffaella ha detto:

    Buongiorno,
    nel 2015 ho conosciuto un uomo con cui ho intrapreso una relazione principalmente sessuale, almeno così era all’inizio… ci siamo ” frequentati per due anni in quel senso ma senza mai evolvere in altro.. in qualcosa di più se non nel parlarci molto e nel raccontarci… lui ha sempre chiesto l’esclusiva, non ha mai voluto che io vedessi altre persone e i patti erano chiari… usciva da una convivenza importante da cui ha avuto una figlia e ha sempre avuto grandissimi sbalzi d’umore e momenti di isolamento in cui non aveva voglia di sentirmi, di vedermi ne di parlarmi, si giustificava solo dicendo che viveva ancora un grande malessere per il distacco dalla sua famiglia.( premetto che ha un ottimo rapporto con la ex e con la figlia che vede regolarmente senza limiti). Mi era chiaro che non fosse innamorato di me ma mi sono illusa che provasse un sentimento di affetto nei miei confronti in quanto, ogni volta che ho cercato di chiudere, ha sempre fatto in modo che questo non accadesse.
    Un anno fa telefonicamente, ha deciso di chiudere lui la nostra relazione in quanto si è dichiarato non innamorato e desideroso invece di esserlo, ho capito e sofferente ho accettato la sua scelta.Abbiamo continuato a sentirci in maniera sporadica perchè ovviamente nessuno dei due ha provato rabbia o rancore nei confronti dell’altro.. finchè a settembre del 2018 mi ha detto che non solo aveva un altra donna, ma che a dicembre sarebbe diventato padre… tutto questo chiedendomi di riprendere comunque ad avere dei rapporti sessuali con lui.
    Ho incassato il colpo e soffrendo tantissimo per quella che era la situazione ho ovviamente rifiutato le sue richieste e proposte sessuali.Ma ho sofferto moltissimo.
    Ci siamo risentiti a distanza di mesi, dopo la nascita della figlia di cui lui non ha fatto cenno e io nemmeno…ha ripreso a farmi proposte sessuali alla quale, sbagliando, ho ceduto…. più per vendetta che per altro… volevo farlo sentire male, volevo si sentisse in colpa nei confronti della sua compagna…sinceramente non so se così è stato.. so che è sparito( forse per i sensi di colpa)… io non mi sento in colpa per quello che ho fatto, mi sento quasi glaciale in merito e l’unica cosa che mi chiedo… è perchè mi ha mentito ( ha chiuso la relazione con me a marzo e a dicembre è diventato padre..9 mesi dopo) sicuramente vedeva quella donna mentre vedeva me… mi chiedo perchè abbia continuato a cercarmi… che sia solo una fantasia sessuale ?? non lo so..

    • Ma cosa si aspetta da un traditore seriale? uno che ha sempre mentito e preso in giro chiunque,
      ma è sicura che sia una figlia veramente voluta e non capitata magari per il solo desiderio della compagna nella speranza di tenerselo stretto?, perché santificare chi santo non lo è mai stato e chiedersi il perché di cose ovvie le cui risposte già le conosce aanche se fa fatica ad accettarle?
      Non si può pretendere di credere ad un falso traditore e volere che le sue parole si trasformino in realtà.
      I fatti solo quelli contano, e solo con quelli vanno giudicate le persone; illudersi che le parole abbiano lo stesso valore per certe persone è illudersi del niente, del fumo, dell’apparenza che non avrà mai sostanza.
      Marilena

  8. STEF ha detto:

    Buongiorno,
    ho trovato il suo sito per caso cercando in internet supporto o per cercare chi avesse delle situazioni complicate come la mia 🙁
    Ho una relazione con il mio compagno da 20 anni (da quando avevo 14 anni), e conviviamo da 4 anni.. Abbiamo avuto sempre dei problemi, sin dall’adolescenza lui è sempre stato morboso..possessivo, ma nel frattempo lui ha sempre fatto il suo comodo (usciva sempre con amici, divertimento, vancanze, tutto) lui ha sempre potuto fare tutto..io un po meno, o meglio nn mi ha mai imposto dei divieti, ma magari se uscivo con amiche era sempre un litigio continuo..ma io sono sempre stata dipendente da lui..inoltre da ben 10 anni lui fa uso di cocaina e questo ha praticamente distrutto il nostro rapporto..rientri a casa all’alba, chiamate notturne x controllarmi ecc.. ho sempre SOPPORTATO GIUSTICANDOLO CHE AVEVA QUESSTI COMPORTAMENTI SOLO PERCHE’ FACEVA USO..ma soffrendo da cani..la mia famiglia mi ha sempre detto di lasciarlo..
    Nonostante ciò, io Andando avanti con l’età desideravo comunque sposarmi o avre dei figli cosa che però lui non voleva diceva sempre che era presto.. che si voleva divertire..poi pian piano vedendo tutti suoi amici ha iniziato ad aggiustare casa sua e siamo andati a convivere ma tutto come se fosse una prassi da seguire..
    Da lì il peggioramento: vivendo insieme non ha più nascosto la sua dipendenza da cocaina, e nei fine settimana faceva sempre uso praticamente fino all’alba, anche dopo essere stati a cena o con amici, tornati a casa lui faceva uso io andavo a letto..
    A lavoro ho conosciuto un ragazzo che mi ha aperto gli occhi su questa problematica (lui aveva fatto un percorso terapeutico in una comunità) per lo stesso problema ed io sono rimasta affascinata da lui gia solo per questo (nel senso che ammiravo il percorso che aveva fatto e che c’era riuscito!) pian piano è cresciuto qualcosa tra noi, era completamente diverso da lui.. l’opposto..su facebook si è finto una ragazza e ha iniziato a chattare con il mio compagno dimostrandomi quanto lui mi mancasse di rispetto..mi ha spinto a parlare con la mia famiglia, e loro mi hanno subito aiutata e ascoltata, convincendomi che l’unica soluzione era andar via.. e l’ho fatto, ma completamente terrorizzata e dicendo lui che volevo una pausa; (quindi non sono stata definitiva con la scelta di lasciarlo) avevao paura di affrontare i suoi genitori gli amici la nostra routinne.. l’ho affrontatato nel peggiore dei modi infatti stavo malissimo depressa, ho sempre pianto, nonstante io avessi iniziato una nuova relazione super segreta non mi aiutava.. infatti pressata dal mio compagno che sbandierava cambiamenti e prometteva di tutto sono tornata a casa da lui nonostante fossi infelice.. la situazione non era molto migliorata..ma faceva meno uso di cocaina, due mesi dopo in una cena mi ha chiesto di sposarlo, io panico! ho sentito morie dentro invece di gioire: se da un lato ero felice perchè aspettavo questo momento da una vita, dall’altro morivo per la mia famiglia che se avessi accettato non ne era felice e per l’altro ragazzo che l’avrei praticamente fatto soffrire terribilmente.. anche li non ho risposto decisa, ma ho temporeggiato..sono passati due anni..e non abbiamo mai affrontato l’argomento..ma lui non è mai cambiato.. ha continuato a fare uso, ed io ho scoperto pure tante bugie..tra cui che quando fa uso va anche a trans…!! un colpo al cuore e per questo ho sempre continuato a frequentarmi con l’altro ragazzo che giustamente non accetta più che io stia ancora in quella casa con lui..sono disperata bloccata dalla paura di affrontare lui (ch negherebbe spudoratamente) e mi vergogno di affrontare tutti di nuovo (genitori amici, che ovviamente non sanno nulla di lui…di che cosa fa e di chi frequenta..) poi lui si scusa sempre mi dice che cambia .. che si comporta male solo per via dell’suo,..ecc..ecc. ora è andato ad Ibiza con un suo amico a divertirsi e drogarsi, mentre io a lavorare…
    Non so più che fare…e lui mi parla pure di figli.. che se facciamo un figlio lui camnia.. sono disperata…!!

    Grazie,

    • Credo che la sua situazione vada gestita con magiore attenzione e dedizione, che ne dice di fare un percorso in counseling con me?
      nel caso decidesse di farlo le posto il link alla mia pagina dei servizi dove, in fondo tra le promozioni, trova tutte le modalità, tempi e costi del counsenling online che io pratico e che le assicuro essere molto efficace oltre che economico
      A presto
      Marilena

  9. Julie ha detto:

    Buongiorno Marilena,
    a causa delle mie ferite più profonde e della conseguente maturazione di uno smisurato egocentrismo, qualche anno fa decido di affrontare una relazione con un uomo, anche se trovavo la situazione parecchio ostile, dal momento che mi accorsi quasi immediatamente di stare frequentando qualcuno a cui non piacevo realmente per come ero ma per come mi avrebbe voluto trasformare nel tempo (cosa che ho appurato negli anni seguenti), la mia risposta a tale sdegno ovviamente non è stata quella di lasciarlo immediatamente (anche se ci avevo provato), ma decisi di farmi veramente del male rimanendo con lui e tradendolo in modo occasionale, quando non sentivo più stima e affetto da parte sua. Mi costringevo
    a stare con quest’uomo perché vedevo in lui una persona molto seria, diversa da quelle che avevo frequentato fino a quel giorno, pensando di non meritarmi nessun’altro uomo più onesto e serio di lui. Nel frattempo abbiamo avuto una figlia, nonostante quello i conflitti interni affioravano nell’uno e nell’altro facendoci del male a vicenda. Io intanto continuavo a tradire. Pochi giorni fa ho affrontato la questione con lui rivelandogli tutto, ma proprio tutto, quello che avevo fatto, dall’inizio della storia fino alla sua fine. Non volevo basare la mia relazione sulla menzogna più nera e così ho preso in mano il poco di dignità rimasta scagliandogliela contro come un martello. Inutile dire che a lui è caduto il mondo addosso, che ha lottato per me e mia figlia (anche se a modo suo), che vede tutto questo tempo perduto, tutto tempo che io gli ho strappato per una mia stupida insicurezza. Non si può ovviamente tornare indietro nel tempo e sento di averlo ucciso. Sono umana e ciò che ho fatto l’ho fatto per scappare dalla disperazione. La paura è la peggiore arma con la quale uno possa vivere, contro se stesso e contro gli altri. (Lei si chiederà perché le ho scritto se ho già le risposte in mano… è solo che ho bisogno di essere ascoltata, grazie)

  10. Luigi ha detto:

    Buongiorno Dott.ssa,
    Intanto complimenti per l’articolo
    Dopo 15 anni di matrimonio, ho scoperto che mia moglie mi tradiva con uno conosciuto in chatt……
    Siamo rimasti insieme, dopo che l’ho scoperto lui le ha detto ” non mi cercare piu'” e giustamente è rimasta con me, non avendo alternative, ancora oggi mi chiedo il perche’ l’abbia fatto e se é rimasta con me solo per covenieza e poi la cosa strana é che siamo una coppia di “swigers”, per cui mi chiedo, cosa le mancava?
    A sua detta, sono un’uomo meraviglioso, premuroso, affettuoso e che l’ho sempre amata..

    • Rimanere insieme e riprendere il rapporto di coppia presuppone un passo difficilissimo: il perdono
      Spesso lo si offre senza convinzione oppure anche con la massima diponibilità rimane come un tarlo nella mente, qualcosa che lentamente logora la fiducia, la base di ogni rapporto.
      Se volesse parlarne in modo più approfondito per arrivare alla definizione di questo suo stato mi ricontatti privatamente, si può fare un percorso di counseling anche per imparare a perdonare e a vivere senza “tarli”.
      Marilena

  11. Asia ha detto:

    Salve Dottoressa, spero che possa dare consigli utili anche a me.
    Un mese fa, tramite un’app che registra i suoni ambientali che avevo installato sul suo cellulare, ho ascoltato in diretta un appuntamento di mio marito con una ragazza (che a suo dire voleva da lui dei soldi per questioni di fumo). Inizialmente ho creduto alla sua versione e credevo che fosse un appuntamento solo per quella questione, fino a che sono arrivati a casa di lei e da quel che dicevano si preparavano con pochi dubbi a consumare.
    Al che io sono riuscita a chiamarlo (avevo tentato prima ma non rispondeva) e gli ho urlato che sapevo tutto. Lui mi ha aggredito verbalmente e staccato il telefono. Mi ha richiamato dopo quasi un’ora, adducendo come scusa che era arrabbiato ed era stato in giro, mentre io credo che abbiano avuto il fegato di concludere quello che avevano iniziato.

    Da quello che hanno detto, lei (fidanzata) era stata pochi giorni prima anche con un amico di mio marito. Lei e mio marito hanno passato la serata a bere birra, fumare erba e probabilmente hanno tirato coca a casa di lei. Lui mi ha detto come scusa che io ho frainteso, non ha detto a lei “facciamo l’amore” ma ha usato un gergo per intendere una sniffata e che era andato lì perché cercava dell’erba.

    Devo premettere che mio marito non è consumatore abituale, almeno non ho mai riscontrato problemi in questo senso.
    Io invece sono astemia e non fumo, in pratica la classica brava moglie che sta a casa a curare i due bambini. Lui esce tutte le sere, sta sempre con i suoi amici. Ama moltissimo i figli ma nel pratico aiuta poco. Secondo me ha dei tratti della personalità narcisista perversa, crede che sia sempre colpa degli altri e che lui sia destinato ad avere successo e soldi. Quando è nervoso spesso mi sminuisce ed insulta la mia famiglia (con la quale comunque io non ho quasi del niente rapporti).

    Ho il sospetto che prima di questa donna ce ne siano state almeno un altro paio, sempre soggetti che bevono o fumano erba.

    Possibile che mio marito voglia avere la moglie “brava e per bene” e allo stesso tempo senta il bisogno di accompagnarsi con ragazze “trasgressive”? Lui stesso definiva la ragazza dell’appuntamento una scema e put…, parlando con un suo amico, e a me ha detto che io sono 100 volte più bella ed intelligente (ok, magari era per addolcire la pillola).

    Io ho cercato di porre fine al matrimonio, ma lui si è opposto, dicendo che non è successo niente e sono solo miei pensieri.
    Nega anche di avere un problema di dipendenza da droghe.

    Io sono molto depressa, ho crisi di pianto e sbalzi di umore. Non mi spiego perché abbia ceduto così in fretta alle avances fatte da questa donna, se tra noi c’è sempre stata un’ottima intesa sessuale.

    Io nonostante tutto lo amo, ma mi sembra che il nostro matrimonio per lui non valga nulla e che non rispetti né sua moglie né i suoi figli.

    Grazie

    • Io credo che suo marito abbia un problema di dipendenza da droghe che nulla ha a che vedere con il fatto che gliele procurino delle donne o altro.
      Valuti bene la sua situazione: un drogato lo rimane a vita, e se è nella fase cronica solo una disintossicazione in comunità lo può salvare, i controlli del SERT servono a ben poco e si possono facilmente aggirare.
      Tenga presente che anche dopo un periodo in comunità sarà sempre una persona attratta da quelle sostanze, quindi non deve mai credere alle sue parole ma seguirlo e valutare i fatti…. costantemente e senza mai abbassare la guardia.
      Per il suo futuro nel matrimonio le consiglio di valutare bene quali possibilità ci siano di portare avanti una famiglia che abbia un padre ed un marito su cui contare, e che non vi porti invece alla rovina….
      Pensi al fatto se tutto questo può valerne la pena, non è più l’uomo che ha conosciuto quando si è innamorata, ora ha davanti un uomo diverso che non ritornerà mai ad essere quello di prima se non per brevi periodi che le daranno soltanto l’illusione di aver superato il problema, ma ben presto si renderà conto che le cose hanno in tali casì dei termini molto brevi, come le sue mille promesse.
      Ci sono decisioni che solo lei può prendere, ma non perda altro tempo, suo marito ha una dipendenza e non sparirà sperando che le cose si sistemino da sole, anzi….
      Marilena

  12. Asia ha detto:

    Grazie dottoressa per la sua risposta, il problema è che lui nega questa dipendenza ma sospetto (cosa altrettanto se non più grave) che vorrebbe trarre guadagno da un traffico illecito perché ha questa mania dei soldi facili. Come si può fare per valutare se lui è effettivamente dipendente (alla donna ha detto di usare coca solo raramente e credo che lui gliel’abbia offerta come tattica di “seduzione”)? La decisione di disintossicarsi deve partire per forza da lui? Grazie

    • Sono atteggiamenti tipici dei dipendenti: negare il problema e cercare di fare più soldi possibili per potersi garantire la soddisfazione della loro droga, e temo fortemente che se è giunto a livelli tali non sia solo perché ogni tanto fuma un po’ di erba… qui siamo in comportamenti tipici di chia assume tipi di droghe pesanti e dosaggi già costanti, cioè con una certa quotidianità po alta periodicità.
      Lo costringa a rivolgersi ad un Sert almeno per fare le analisi ed accertare il suo stato, che non potrà più negare, e poi a ricoverarsi in una comunità, da solo, anche se lei lo sostiene in tutti i modi, non uscirà mai dal suo problema
      Marilena

  13. Mario ha detto:

    Salve,Dottoressa,Marilena,Complimenti per i suoi articoli.Le chiedo consiglio;sono fidanzato da circa 18 anni e da 5 in convivenza,sempre attento,disponibile,pronto a supportare,ho scoperto un paio di anni fa,un tradimento di lei e l’ho perdonata riprendendo a vivere il percorso insieme, (seppur per superare la fase dolorosa ho impiegato anni),recentemente essendo da qualche mese separati per ragioni di lavoro,ho scoperto altro tradimento;Sino ad oggi ho fatto finta di nulla riuscendo a gestire con grande forza caratteriale e spirito tutto cio’ che accompagna il dolore.In attesa di incontrarla a breve al suo rientro,noto che si comporta allo stesso Identico modo e progettando sul matrimonio l’anno prossimo;da quello che ho avuto modo di leggere,da profano,dal punto di vista psicologico,potrei aver a che fare (da sempre) con una narcisista e manipolatrice patologica dalla doppia personalita’ e fragilita’,che dona amore malato,sono ad un passo dall’affrontarla per chiudere definitivamente il rapporto non vorrei compomettere seriamente la mia salute psicofisica nonostante provi un sentimento,dopo tutti questi anni il tradimento del patto di fiducia e il suo modo di comportarsi in modo irreprensibile,come se nulla fosse accaduto,mi lascia basito e spaventato da un futuro con una persona di tale genere. Grazie

    • Le risponderò con un proverbio: il lupo perde il pelo ma non il vizio.
      Ci pensi bene e valuti tutti gli aspetti caratteriali di questa persona prima di sposarsi.
      E’facile fare questo passo, il difficile è sopportare il peso ed il dolore di una separazione evitabile e che le lascerebbe tanti sensi di colpa di essersi lascito raggirare solo perché molto innamorato.
      L’amore deve essere una cosa paritetica da entrambe le parti, quando una è fallace, tale rimarrà anche dopo, non si aspetti che il matrimonio risolva il problema, il matrimonio spesso spinge ad esagerare l’infedeltà proprio per la noia che certe persone risentono.
      Marilena

  14. Giorgia ha detto:

    Buongiorno Dott.ssa.
    Spero riesca a spiegarmi lei quanto mi sta succedendo e che mi sta impedendo di star bene a discapito dei miei figli…
    Due mesi fa dopo aver percepito del disagio di mio marito (18aa matrimonio e 3fg) parlando di una sua collega/sottoposta (decennale) ho insistito perchè mi mostrasse la mail aziendale.
    Ho scoperto una serie di mail affettuose rivolte alla collega che lui giustifica come un rapporto coltivato negli anni e che ha portato all instaurarsi di un rapporto cosi confidenziale e affettuoso nell ultimo anno e mezzo (nessun riferimento a sesso o aspetti intimi…solo profondo affetto) con questa collega 20aa più piccola.
    Non sapevo di questo rapporto…lui ha ammesso che cancellava volontariamente chat e telefonate per evitare rotture di cxxx da parte mia…Non sono mai stata gelosa di questa ragazza.
    Il rapporto con mio marito pensavo fosse di totale trasparenza ma adesso ho mille dubbi.
    Io stessa ho avuto diversi rapporti con colleghi uomini a cui ho voluto bene senza mai nascondere nulla.
    Non capisco il suo comportamento…Lui è sempre stato un uomo freddo e distaccato con tutti (anche con la sua famiglia d origine meno che con me e i fg).Mi dice che gli piacevano le sensazioni che questa persona gli trasmetteva (nelle mail dice che gli voleva bene, che gli era mancata e che aveva bisogno di rivederla dopo la sua lunga assenza…ma andando indietro nel tempo anche che gli mancava dopo 1/2sett di ferie e visto l avvicinamento del periodo di assenza che faceva fatica ad abituarsi a non vederla per tanto tempo…slanci affettuosi che erano completamente assenti nelle chat numerose degli ultimi due mesi che ho recuperato e che mi ha giustificato dicendo che gli slanci dovevano rimanere confidenziali e non voleva che potessero venire equivocati se letti dal marito ).
    Faccio fatica a credere che non si fosse infatuato di questa ragazza.
    Possibile tenere nascosto un anno.
    e.mezzo della propria vita alla.
    moglie che dici di amare senza che vi sia alcun convolgimento nei confronti della collega?
    Mio marito dice che non ha mai pensato di provarci e che non aveva mai pensato a lei in nessun altro modo se non la semplice amicizia (…la ragazza ha la sfortuna di essere anche carina).
    L unica sua giustificazione per lui era evitare rotture di cxxx da parte mia.
    Ammetto di essere stata gelosa per un pò di tempo del passato di mio marito ma mi fidavo ciecamente di lui e non sono mai stata gelosa del presente…Abbiamo appena iniziato una terapia di coppia perchè queste bugie mi hanno distrutto.
    Fatico a mangiare e non faccio che piangere in continuazione…Mi amo profondamente e non riuscirei mai ad accettare il fatto che si fosse infatuato/invaghito di un ‘altra mentre il nostro matrimonio dopo alti e bassi dovuti all instabilità economica/organizzativa ect ormai da 4/5anni sembrava un rapporto idilliaco con pochi litigi e una vita intima regolare senza apparenti mancanze…dove sembravamo andare veramente a gonfie vele…abbiamo 14anni di differenza e ho sempre percepito tanto amore e trasporto fisico da parte sua..
    Secondo lei può essersi infatuato/invaghito/aver perso la testa di questa ragazza o può essere credibile il fatto di voler solo mantenere come dice lui le sensazioni di leggerezza e benessere che questa ragazza gli trasmetteva a tutti i costi (chat private-mail affettuose e sotterfugi / omissioni con me..)

    Grazie
    Saluti

    • L’aiuto volentieri, ma per mantenere la sua privacy le consiglio un counseling da fare privatamente, in modo da approfondire tutti i problemi della sua vicenda senza rivelare nulla.
      Se acconsente ad un pervorso in counseling, le fornirò anche i dettagli dei costi, mi contatti via mail: info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  15. Zora ha detto:

    Il mio compagno puo” non essere fedele io non voglio che lui dia una mia proprieta” da lui cerco solo amore oltre il sesso amicizia e sincerità se a lui capita di andare con un altra vorrei e voglio solo che me lo racconti come fossi non solo la sua compagna ma anche un amica a cui poter confidare tutto io credo sia questo l”amore
    Io non riesco ad essere infedele non ne sento la necessita”delle volte mi sento sbagliata perche” lascio fare ad ognuno cio che sente
    Ma credo sia giusto la vita e” fatta di emozioni e di esperienze e non voglio negarle a nessuno ognuno fa un proprio percorso e se l”altro compagno di vita e” di sostegno non di intralcio penso sia la dimostrazione di amore piu” grande
    Io e il mio compagno ci amiamo ogni anno di piu lui sta imparando a raccontarmi tutto perche” non e” dacile dire alla propriacompagna cose che di solito non si dicono ma ha capito che di me si puo” fidare e io mi fido di lui anche se va con altre lui poi mi racconta tutto cone fossimo grandi amici e io so e sento che lasciare liberi gli altri e noi stessi di essere noi senza dare limiti fa solo bene all”anima e all”amore che ne pensate? Sono fuori testa ?io mi sento nel giusto e serena.

    • L’amore ed il sesso non sono la stessa cosa, in lei però percepisco una forma di attaccamento amoroso e sentimentale che non viene ripagato nello stesso modo, abbia più stima di se stessa ed impari a pretendere quello che lei sente essere giusto per lei e non per gli altri.
      Le relazioni sono belle quando entrambi ricevono lo stesso appagamento e con le stesse modalità che riconoscono come essenziali per la coppia, se non c’è tale pariteticità che sempre uno dei due che soffre per la mancanza di ciò che desidera e non ha.
      Marilena

  16. Adele ha detto:

    Salve dottoressa, spero riesca a dare un consiglio anche a me.. Ho conosciuto un uomo nel 2018, lui aveva una compagna ed io ero in un altra storia con un altro.. Abbiamo iniziato quasi per gioco, ma la cosa è stata sempre un crescendo, nonostante rimanesse con la compagna, io e lui ci vedavamo tutte le sere.
    Mi ha aiutato tantissimo a liberarmi della mia storia, in quanto quest uomo mi stolkerava e minacciava per il mio rifiuto.
    Si è esposto in prima persona senza pensare alle conseguenze per la sua storia
    Nel mese di settembre 2020 siamo andati in vacanza insieme per circa una settimana, al ritorno la sua compagna ha saputo della mia esistenza e dopo tanti litigi lo ha mollato ed è ritornata nel suo paese di origine in Romania, per poi spostarsi in Austria dalla sua unica figlia
    Abbiamo così iniziato una sorta di convivenza, il giorno dopo il lavoro prima a casa mia, in quanto ho 3 ragazzi che vivono ancora con me. Sistemavo prima le cose con loro, poi andavo da lui per rimanervi anche la notte, tutto bene fino al 31 dicembre
    La romena la mattina gli ha scritto augurandogli ogni bene
    La notte lui è stato male, un tempo ha avuto una depressione e questo lo induceva a prendere dei farmaci, da quando ci siamo conosciuti piano piano ha smesso di assumerli..
    Dal 1 gennaio in poi è stato sempre un crescente di malesseri, si chiudeva a giornate intere, non parlava, si isolava e se mi parlava lo faceva in malo modo
    Finché un giorno del 12 di gennaio, io esco di casa come tutte le mattine, la sera mi ha chiesto di non andare a casa sua.
    Ha cominciato a chiedere tempo e a farmi portare via le poche cose che avevo in casa sua compresa la chiave del portone, cominciando a dire che non funzionava che avevamo provato ma non andava
    È passata una sett ed il sabato eravamo di nuovo insieme, mi confessava di essere andato con altre, non 1 ma altre e che dovevo dimenticarlo perché lui era nocivo per me… Non solo non l ho creduto ma sono rimasta ancora con lui circa altri 10 giorni, nella tranquillità più assoluta, ogni tanto si incupiva, ma passava presto, premetto che è uno che scherza molto quindi ridevamo spesso.. Viene lunedì scorso io volevo rimanere a casa con i ragazzi ed eravamo intesi che mi sarei fermata a casa qualche giorno. La sera lui mi chiama e mi fa capire che voleva che andassi da lui
    Io sono andata, ma ho trovato un uomo perso, non aveva cenato ed ho cucinato, abbiamo mangiato ed è cominciato il suo isolamento… Il mattino dopo un altro sicché io l ho lasciato perdere, non volevo rischiare di farlo irritare e magari se la prendeva con me… Il giovedì molto a malo modo mi ha detto che lui non sentiva il bisogno di avere una relazione stabile e che non era pronto…
    Io sono crollata e purtroppo ho fatto un gesto insano…
    Ho tentato il suicidio, mi hanno salvata in extremis
    Dopo di questo ieri sera lui mi ha scritto dicendo che lui non poteva essere la mia felicità perché non aveva futuro da offrirmi e che aveva iniziato a riprendere medicinali dall inizio di gennaio e che vedeva non uno psicologo ma addirittura uno psichiatra
    Mi sono messa in macchina e vado da lui, lo trovo in condizioni pessime piangente addirittura quasi barcollante…. Abbiamo pianto insieme tanto
    Ma lui rimane dell avviso che mi fa’ solo del male e che non riesce a non andare con altre nonostante mi vuole bene.. Ops non sa a chi vuole bene, me o la romena..
    È in uno stato confusionale che fa paura
    Io non credo che abbia altre in quanto quelle medicine sono anche inibitorie
    E poi un uomo che non si lava e copre gli specchi per non riflettersi non saprei… Chiedo un consiglio, come posso aiutare lui me e tutti?

    • Riprenda le redini della sua vita senza dover dipendere così profondamente dagli altri, sopratutto se non meritano nè il suo amore nè il suo tempo, superi la sua depressione e si rifaccia una vita, una vita che valga la pena di essere vissuta.
      Se volesse provare a fare un percorso in counseling con me mi contatti via mail: info@marilenacremaschini.it.
      Qundo si è nell’abisso a volte basta trovare un appiglio per poterne uscire.
      Marilena

  17. Paolo ha detto:

    Buongiorno dottoressa, ho chiuso una storia con una donna sposata, coetanea di 43 anni.
    Dopo quattro anni, di relazione, belli ed intensi, dove lei, mi ha sempre detto che non avrebbe mai lasciato il marito, e dove io, non le ho mai chiesto di farlo.
    Ha deciso da qualche mese di intraprendere un percorso, con uno psicologo, dove le è stato consigliato di prendere le distanze da me.
    Nonostante tutto continuava ad incontrarmi anche solo per cinque minuti al mattino, e poi nessun contatto, non ho mai capito questo suo volermi vedere per pochi minuti.
    Per un po’ ho retto, non sono un uomo che chiede, ma con il passare dei giorni, ho voluto chiarire, perché quei modi mi facevano star male.
    Mi ha ribadito categoricamente quanto fossi speciale per lei, ma il suo matrimonio non si toccava.
    Secondo lei io mi accontentavo di questa relazione di comodo perché sono single.
    Ho chiuso tutto, perché per me, non è mai stata una comodità, ci siamo salutati, con un “ti amo”, uscito da entrambi.

    • Ognuno di noi fa delle scelte che agli altri possono apparire insensate ma vanno comunque rispettate.
      Se non ha lasciato il marito significa che non era pronta a farlo, quindi ha rinunciato a lei piuttosto che al suo matrimonio.
      Lei di questo se ne deve fare una ragione, salutarla definitivamente e volgere il suo sguardo al mondo che l’aspetta
      Avrà sicuramente mille altre occasioni per innamorarsi.
      Marilena

  18. Elisa ha detto:

    Buongiorno dottoressa, mi sono sposata in seconde nozze dopo i quaranta, con un uomo più vecchio di me di 12 anni, un uomo rigido, possessivo, ed anafettivo, con problemi nella sfera sessuale, cinque anni fa.
    Già prima del matrimonio ho conosciuto un un uome della mia età, che con i suoi modi timidi mi corteggiava.
    Non ho mai contraccambiato, però mi piaceva, lui era tutto l’opposto di mio marito.
    Single, dolce e premuroso.
    Dopo pochi mesi dal matrimonio, ci siamo baciati, e da lì è iniziata una relazione fatta di confidenze, di risate, dove lui mi ha fatto sentire bene, ero felice quando stavo con lui, ed era l’uomo più erotico che abbia mai conosciuto nella mia vita.
    Lui non mi ha mai chiesto di lasciare mio marito, diceva che non si poteva permettere una donna come me, (lui è di classe medio bassa, io sono molto facoltosi) ed io fin da subito ho messo in chiaro che il mio matrimonio non si toccava.
    Pochi giorni fa, ho deciso di chiudere con il mio amante, non riuscivo più a gestire la situazione, mi sentivo sporca verso mio marito.
    Amo il mio amante, e glielo detto dopo un anno, so di averlo ferito molto, forse più di quanto potessi immaginare, lho trattato con freddezza, chiedendogli comunque di rimanere in contatto.
    Ha detto di amarmi, ma dopo averle provate tutte, ha accettato la mia scelta , ha aggiunto che vedermi gli fa male e da quel giorno non ha più voluto né sentirmi né vedermi, sono venti giorni che non so più nulla di lui.

    • Cara Elisa,
      anche se dura ha fatto la sua scelta preferendo la lealtà e questo le fa grande onore
      ma si percepisce che sta soffrendo e che quell’uomo le manca
      se volesse parlarne con me sono a sua disposizione, mi contatti privatamente via mail: info@marilenacremaschini.it
      sarei ben lieta di aiutarla
      Marilena

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *