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Quando la firma è più grande del testo

Vi sono dei casi di difformità della forma e della redazione della firma rispetto al testo in cui essa è esageratamente eseguita con una forma grande o molto più grande della grafia usata nel corspo centrale della scrittura.

Un esempio di tale sproporzione la troviamo nella scrittura d’esempio sotto riportata.

 

[1] 

 

Come si può notare le iniziali del nome hanno una forma esagerata, dominante nella parte del foglio e tendenti a sovrastare l’intero scritto che appare sul foglio, il significato di tale forma di esecuzione verrà descritto in un altro capitolo, quello che mi preme ora evidenziare è che anche le lettere del nome e del cognome hanno una dimensione, definito calibro in gergo , ben più ampio del resto della scrittura.

L’io interiore rappresentato nel testo principale denota una persona timida, riservata, ipercritica e che non ha abbastanza stima di se stessa da sapersi opporre e presentare al pubblico, all’esterno ed alla società in maniera adeguata ai valori che gli appartengono, in quanto è persona puntigliosa ma intelligente, sagace, intellettualmente dotata, ma incapace di mettere in risalto tali sue doti nel modo giusto.

Ci prova col l’illusione di vedere se stessa apprezzata come vorrebbe mostrando agli altri, in pubblico, una persona più sicura di sé, più forte e dominante della situazione, ciò che non avviene nel suo Io interiore ma che lo scrivente, che sente il peso ingiusto ed immotivato di tali timori e paure, vorrebbe superare e dar modo al vero se stesso di uscire senza remore o freni inibitori.

La firma più grande del testo indica una compensazione verso un sentimento di inferiorità che il soggetto non riesce a risolvere ma che gestisce mascherando il vero Io soggettivo attraverso una immagine distorta ma per lui rassicurante che lo mostra all’esterno con tutti gli atteggiamenti che lo fanno sentire protetto, più sicuro di sé, più forte e dominante della situazione, questa forma compensativa di una sensazione interiore di debolezza viene espletata con l’unico fine di sentirsi accettata e di dare  all’estero quell’immagine di se stessa importante e sicura che tutti gli altri da lei o da lui si aspettano.

Le due immagini che seguono [2] riproducono la firma di due grandi personaggi che vivevano tali sentimenti di inferiorità mascherati da un’apparenza sicura e dominante.

La prima scrittura e firma è quella che al poeta tedesco Reiner Maria Rilke (1875-1926):

 

 

La scrittura del poeta declina verso il basso rilevando uno stato depressivo persistente che non riusciva a risollevare nemmeno nella maschera offerta al pubblico.

Mentre la seconda appartiene addirittura al terzo Presidente degli Stati Uniti, Thomas Jefferson (1743-1826):

 

 

Indubbio che un Presidente degli Stati uniti D’America non potesse rivelare le sue timidezze e difficoltà interiori, pertanto al sua immagine esteriore è stata esasperata al massimo nel tentativo di infondere al suo popolo la sua sicurezza e forza, soprattutto d’imporsi, che come uomo gli mancava.

Inoltre la sua firma appare abbellita, resa regale e fascinosa ma illeggibile, nel tentativo di mantenere nascosti tutti quegli aspetti che il personaggio ed il suo ruolo non gli permettevano di far trapelare.

Infine un ultimo esempio che può fornire degli spunti di indagine psicologica ulteriori.

Ecco di seguito una porzione di testo e la firma del 25° Presidente della Repubblica francese, Emmanel Macron [3]

 

La grafia della parte del testo sembra redatta da una persona più “anziana” rispetto alla sua età anagrafica (39 anni) e con meno energia e vivacità che invece il nuovo Presidente palesa, vivacità e fantasia che emergono invece dalla firma addirittura sottolineata.

La persona ci tiene a farsi notare e ribadire l’importanza della sua persona e della sue azioni e parole oltre il puro senso di esse, accurato nella presentazione di sé e perfezionista nell’attività.

È sicuramente un uomo dalle idee precise, dalle mire prestabilite e non si fa alcun tipo di scrupolo per ottenerle, ha un tipo di comunicazione diretta, pungente ma non vuole dare a vedere la rivoluzione dei suoi intenti pertanto mantiene, nella firma una apparenza di convenzione ed attenzione alle consuetudini anche se non le gradisce o non le valuta positivamente.

L’importante è garantirsi un’apparenza di uomo serio, convenzionale e osservante delle regole sia sociali che di tutte le altre, poco importa se nei fatti privati od interiori è capace di scontrarsi con esse.

La sua grande ambizione si ritrova nelle firma grande con iniziali esagerate (che oserei definire una firma con forma fallica a palese dimostrazione di come la sua mascolinità debba emergere senza lasciare dubbi in proposito).


[1] Immagine tratta dal sito http://grafologiacattaneo.blogspot.it/2013/05/la-firma-la-nostra-identita-sociale_9130.html

[2] Tratte dal sito: http://consulenzeingrafologia.it/la-firma-il-nostro-logo/

[3] Immagine tratta dal sito: http://www.arigraf.it/index.php/emmanuel-macron.html

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