Social Skills Training per il Disturbo Oppositivo Provocatorio

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Social Skills Training per il Disturbo Oppositivo Provocatorio

Un ulteriore intervento per il disturbo oppositivo provocatorio DOP è quello incentrato sul potenziamento delle competenze sociali chiamato Social Skills Training, questo metodo insegna dunque al bambino ad interagire in una modalità maggiormente positiva ed adeguata con i pari.

Questa tipologia di intervento risulta particolarmente efficace quando viene condotta in un contesto di vita abituale del bambino, come la scuola o il gruppo di coetanei di riferimento, i luoghi di svago e di solita frequentazione al fine di ottenere una maggiore generalizzazione degli apprendimenti.

Si tratta di un modello di intervento di derivazione comportamentista il cui fondamento teorico consiste nel ritenere che i bambini possano apprendere ed utilizzare nuove competenze attraverso l’osservazione, l’ascolto e il modellamento, in pratica con l’esempio diretto.

Inoltre si ritiene che l’utilizzo di vari rinforzi, come premi, lodi, gratificazioni, può incrementare la frequenza dei comportamenti desiderati e ritenuti consoni.

Il ricorso a programmi di apprendimento delle abilità sociali si basa sull’evidenza che spesso la sintomatologia del disturbo oppositivo provocatorio interferisce significativamente con il funzionamento sociale in quanto molti bambini e adolescenti con tale patologia mostrano specifiche difficoltà nel riconoscimento e nella valutazione degli indizi sociali, in particolare tendono ad interpretare in una modalità distorta, sbagliata o non adeguata l’atteggiamento degli altri nei loro confronti, e che essi vedono invece come una minaccia, una provocazione continua.

Un intervento di Social Skills Training si pone pertanto come obiettivo quello di potenziare la flessibilità, le competenze relazionali e la tolleranza alla frustrazione per aiutare bambini e adolescenti a ridurre i comportamenti problematici derivanti da una incapacità di gestione della rabbia e a contenere il loro approccio di sfida alle regole.

Tale obiettivo viene perseguito ricorrendo all’utilizzo di quattro tecniche principali:

  • La dimostrazione dell’uso appropriato delle abilità target. Tali abilità dovranno essere selezionate sulla base di obiettivi adeguati all’età di sviluppo del paziente, al contesto ambientale in cui è inserito e ad una accurata osservazione e raccolta di informazioni su quelli che sono i comportamenti che maggiormente ne compromettono il funzionamento;
  • Role-playing del paziente nelle situazione interpersonali;
  • Interventi di feedback correttivo;
  • Rinforzo.

Un particolare esempio di training delle abilità sociali impiegato nel trattamento del disturbo oppositivo provocatorio è il Training Sostitutivo dell’Aggressività – Aggression Replacement Training – ART, che integra strategie dirette a promuovere l’uso positivo delle competenze sociali, la gestione della rabbia e il ragionamento morale, al posto di alternative comportamentali oppositive o aggressive.

Il metodo ART è un programma strutturato e multi modale che combina l’uso di tecniche di terapia cognitiva e di terapia comportamentale, infatti secondo gli studiosi tale trattamento, i comportamenti aggressivi si costituiscono di una componente affettiva, una comportamentale ed una cognitiva.

Dunque il programma si propone di intervenire su tutti i diversi aspetti coinvolti,  insegnando comportamenti pro-sociali e pro- relazionali, che interessano la componente comportamentale, il controllo della rabbia, che riguarda la componente affettiva e il ragionamento morale che fa riferimento alla componente cognitiva.

Sviluppando il ragionamento morale si impara ciò che non si deve fare, con le tecniche di autocontrollo si interrompe l’automatismo tra provocazione e aggressività e quindi si impara come riuscire a evitare di fare ciò che non si deve, con l’apprendimento delle abilità sociali si impara con cosa sostituire la propria aggressività.

Le competenze sociali che i ragazzi apprendono attraverso questo specifico training rientrano in una delle 6 categorie che compongono l’intero programma e comprendono:

  1. Abilità sociali iniziali (ad esempio, iniziare una conversazione, presentare se stessi, fare una complimento).
  2. Abilità sociali avanzate (ad esempio, per chiedere aiuto, scusarsi, dare istruzioni).
  3. Competenze per la gestione delle emozioni (ad esempio, affrontare la rabbia di qualcuno, esprimere affetto,gestire la paura).
  4. Alternative alla aggressività (ad esempio, rispondendo alle prese in giro, la negoziazione,aiutare gli altri).
  5. Competenze per affrontare lo stress (ad esempio la preparazione per una conversazione stressante).
  6. Capacità di pianificazione (ad esempio, definizione degli obiettivi, il processo decisionale).

Si tratta di un programma costituito da più fasi sequenziali.

I soggetti vengono prima aiutati a comprendere come in genere tendano a percepire ed interpretare il comportamento degli altri in una modalità che suscita rabbia, il lavoro si concentra inizialmente sulla capacità di identificare gli input interni ed esterni che innescano le reazioni aggressive.

Si lavora poi sul riconoscimento degli indizi fisici (ad esempio la contrattura dei muscoli, la tensione nella bocca) che permettono al bambino o ragazzo di comprendere che l’emozione che sta sperimentando è quella della rabbia.

Successivamente viene introdotto l’uso di promemoria come le auto-indicazioni (ad esempio “stai calmo”) o la spiegazione del comportamento degli altri in modo non ostile insieme all’introduzione di tecniche volte alla riduzione della rabbia, come la respirazione profonda, il conteggio all’indietro, l’immaginazione di una scena pacifica o delle conseguenze del proprio comportamento, tecniche di cui il terapeuta mostra il corretto utilizzo.

Infine si insegna ai pazienti la tecnica dell’autovalutazione, ovvero a lodare o premiare se stessi in tutti quei casi in cui si è riusciti a mettere in atto un’adeguata gestione della rabbia.

Infine la terza componente del programma ART, il training sul ragionamento morale, si fonda sul modello teorico di Kohlberg (1973) di sviluppo della morale.

Lo scopo è quello di incrementare il ragionamento morale per rendere l’individuo in grado di prendere decisioni più adeguate in situazioni sociali.

Tale scopo viene perseguito attraverso discussioni di gruppo su dilemmi di natura morale, ad esempio il conduttore del gruppo presenta dilemmi in cui i soggetti possono scegliere tra diverse alternative di comportamento motivando la propria scelta.

Per un approfondimento su articoli che trattano il medesimo argomento consiglio i seguenti links:

Disturbo Oppositivo Provocatorio

Eziologia e comorbità del DOP

Trattamento del DOP

DOP e CPSST

6 Comments

  1. Rosetta ha detto:

    Mi potrebbe indicare dei libri ch e spiegano il metodo Art.

    Grazie mille

    • Buon giorno Rosetta,
      il metodo Art è un metodo in uso ai terapeuti durante una terapia che associa vari aspetti: quelli comportamentali, cognitivi ed emotivi, se il suo interesse deriva da una situazione particolare, riferita ad un ragazzo con uno specifico specifico comportamento disadattivo e persistente e di una certa gravità, le consiglio di rivolgersi al uno psicologo dell’età infantile o adolescenziale a seconda della maturità del ragazzo, se il suo interesse è puramente teorico io mi sono formata soltanto su manuali universitari di difficile comprensione per chi non ha seguito lo stesso percorso accademico, e quindi non so quali altri manuali possano avere degli approcci più semplici e di chiara comprensione.
      Spesso si corre il rischio di acquistere un manuale ben pubblicizzato ma che non rientra nel nostro interesse, faccio quindi molta fatica a consigliarle qualcosa del genere che non ho letto direttamente.
      Se avesse bisogno di ulteriori informazioni sono a sua disposizione
      buona giornata e a presto
      Marilena Cremaschini

  2. Rosetta ha detto:

    Gentilissima, la ringrazio per la sua risposta.
    Sono una collega psicologa che lavora quotidianamente con problemi di conportamento e volevo formarmi sul metodo Art ma non trovo master o altri corsi di formazione o testi specifici.

    • Gentilissima dottoressa,
      siamo quasi colleghe: per ora mi sto laureando alla magistrale di psicologia climica ed è dai manuali dei corsi che ho estratto la descrizione del disturbo, però ho trovato in rete qualcosa di specifico che potrebbe esserle d’aiuto.
      Per il trattamento del disturbo oppositivo provocatorio è il Training Sostitutivo dell’Aggressività – Aggression Replacement Training ART (Goldstein, Glick & Rainer 1987) , che integra strategie intente a promuovere l’uso positivo delle competenze sociali, la gestione della rabbia e il ragionamento morale, al posto di alternative comportamentali oppositive o aggressive (Flamez & Sheperis, 2015)
      Spero di averla aiutata nella ricerca del manuale adeguato, un argomento difficile quello della reperibilità di un testo specifico che tocca ogni professionista che vuole approfondire degli aspetti del suo lavoro.
      a presto
      cordialmente
      Marilena Cremaschini

  3. rejoicing ha detto:

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    • Traduzione:
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      Traduzione:
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      Thank you

      Marilena

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