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Test per la coppia. | Rapporto di coppia.

Bello l’amore…. ma quanti problemi!

Innamorarsi è meraviglioso, ancora di più se il rapporto è appagante e l’altra persona ci completa e ci rende unici e speciali.

Poi col tempo la forte passione iniziale si trasforma in qualcosa di più definitivo e consolidato.

Tale rapporto sentimentale e simbiotico se è positivo e soddisfacente per entrambi si può trasformare in una bella una relazione stabile e durevole, dove ognuno dei due trova nell’altro, appagamento, stimolo e crescita, si fanno delle scelte di vita importanti, come costruire una convivenza, mettere al mondo dei figli e creare una famiglia.

Perché la relazione è qualcosa che si costruisce, giorno dopo giorno, passo dopo passo, scelta dopo scelta.

Può capitare invece che il rapporto incontri delle difficoltà che, se non superate, possono diventare dei problemi che potrebbero portare anche alla rottura del rapporto o a delle forti frustrazioni.

Ci accorgiamo di questa compromissione del rapporto di coppia quando incominciano a pesarci delle caratteristiche o degli atteggiamenti dell’altro partner che prima non notavamo nemmeno, o cominciano ad essere intolleranti certe sue abitudini.

Questo è il primo sintomo che qualcosa non va nella coppia.

I problemi relazionali vanno sempre analizzati e occorre capire perché insorgono e sopratutto perché la coppia non basta per superare la difficoltà.

Ogni problematicità è una questione a se stante, ogni circostanza deve essere valutata non limitandosi al vissuto della sola coppia, ma al vissuto intero delle persone.

Non ci dobbiamo scordare che noi siamo il risultato della nostra storia, siamo il resoconto del nostro passato e delle nostre scelte e possiamo creare un futuro unico ed imprevedibile in ragione di come siamo personalmente, caratterialmente ed in quale realtà sociale e famigliare viviamo.

Se le difficoltà sono momentanee o passeggere possono risolversi col tempo.

Ma se la questione è più radicata il tempo non è la soluzione. Anzi.

Rimandare la valutazione del problema non porterà a nulla di positivo, i problemi non si risolvono da soli, neppure il far finta di nulla o soprassedere può aiutare la coppia.

Se già ci sono delle difficoltà la convivenza non può che appesantirle.

Convivere in uno spazio limitato vuol dire condividere ogni cosa, ogni momento, ogni pensiero, ogni atteggiamento.

Perché se anche siete lontani o separati la mente pensa sempre all’altro, la dualità insita nella coppia, e non ha nulla a che vedere con la quantità del tempo passato fisicamente insieme.

Non ci si può dimenticare dell’altro perché l’altro fa parte di te, abita con te, ti aspetta a casa, usa i tuoi stessi spazi e fa le cose con te e condivide le tue scelte.

Non importa quanto grande o piccola sia la casa.

Convivere con una persona che si ama e che si adora è la cosa più bella al mondo.

Dividere lo spazio con qualcuno che mal si sopporta o non si tollera, anche soltanto in certi aspetti, può diventare alienante, mortificante, spersonalizzante.

Provate a fare questo semplice test.

Ad un certo punto comincia a darvi fastidio dove abbandona lo spazzolino?

Se trovate l’asciugamano fuori posto vi prende del nervosismo?

Vi accorgete di fastidiosi rumori mentre mangia?

Vi irritate se dimentica qualcosa ben oltre il normale fastidio?

Continuate a ripensare ad un suo atteggiamento o comportamento anche quando non c’è?

Vi ritrovate sempre più spesso a parlare di cosa vi da più fastidio dell’altro con gli amici o parenti?

Non sopportate più il modo con cui vi parla o risponde alle vostre domande?

Se la risposta a queste domande è sì probabilmente c’è qualcosa che non va.

Quando avvertiamo dei disagi nel rapporto con gli altri la reazione della nostra mente è quella di trovare una scusante giustificabile per il nostro malessere, per la nostra rabbia e per il nostro nervosismo.

Spesso in realtà il motivo scatenante il disagio non è quello a cui state pensando.

Se siete sereni con il vostro partner non vi importa di come lascia l’asciugamano, lo giustificate se di dimentica di qualcosa, e se mastica a bocca aperta glielo fate semplicemente osservare.

Ma se avete del rancore dentro di voi che vi logora non farete alcuna osservazione.

Terrete tutto dentro, e la rabbia giorno dopo giorno diventa sempre più grande, l’irritazione ingestibile, ed il disagio insopportabile.

A questo punto, se vi sentite in tal modo, parlate con un professionista o chiunque vi possa aiutare consapevolmente e con esperienza.

Parlare è il primo passo per risolvere qualunque cosa, magari non nel modo che state pensando ora, perché la vita può sempre sorprendervi.

Fa più danni il senso di colpa immotivato e represso di uno schiaffo.

Così per non sentirci in colpa nel provare dei sentimenti di rabbia o di rancore, assolutamente umani e fisiologici, non volendo essere responsabili di una possibile rottura o allontanamento (che non è detto che si debba verificare, ma voi comunque lo temete) che ci sembrare meno detestabile l’idea che la nostra rabbia abbia un valido motivo scatenante nel comportamento dell’altro, che prima non avevamo mai notato o non ci aveva infastidito.

É una reazione normalissima e molto naturale, la nostra psiche funziona così: ci rende meno pesante la sensazione trovando una giustificazione che sia plausibile.

Prima di compromettere un rapporto o creare delle difficoltà reagiamo sulla nostre psiche costringendoci a trattenere, a reprimere a non pensare. Logorandoci dentro.

Ma se il problema persiste ed il disagio cresce, far finta di nulla o non pensarci non risolve alcunché.

Probabilmente si tratta di un vostro bisogno, un vostro desiderio, una vostra necessità che rimane inespressa, ma che per voi diventa ogni giorno più importante.

Qualunque sia la motivazione occorre prima di tutto capire ciò che non va.

Parlarne, affrontare il problema, discutere del progetto, parlare delle proprie sensazioni od emozioni è determinante per la risoluzione del disagio e del dissapore.

Non c’è cosa più deleteria in un rapporto del lasciar corre ciò che invece ci consuma dentro.

Con tutta probabilità il vostro partner nemmeno comprende ciò che vi innervosisce tanto, in fondo da parte sua nulla è cambiato…

Ma sta proprio qui il punto: se non comunicate con l’altro come fa a capire, a comprendervi, a darvi ragione o torto, a discutere con voi della questione, se nemmeno sa di cosa si tratta.

Perciò la cosa che consiglio sempre, fino all’esasperazione è parlare col vostro partner, e questi deve ascoltarvi.

Se da una parte sta il diritto di parlare, di essere ascoltati e compresi, non verrà mai meno il dovere di essere chiari, sinceri e diretti.

Come si possono incontrare due persone che fanno lo stesso cammino se percorrono due strade diverse?

Come fanno due persone a condividere se non comunicano e non parlano la stessa lingua?

Come si può pensare ad un futuro di coppia se non riusciamo nemmeno ad esprimere i nostri pensieri?

Da inguaribile ottimista vi dico che se si affrontano le cose con compartecipazione e comunicazione sicuramente una soluzione si trova.

Non scordatevi che l’altro può sempre sorprendevi con capacità di condivisione ed ascolto.

In caso contrario è sempre buona cosa non rimandare la risoluzione di un problema.

Interpellare un consulente è sicuramente il primo passo da fare quando il disagio o la difficoltà diventa difficile, opprimente, asfissiante.

Concludo l’articolo col mio motto: chiedere non ti costa nulla ma può cambiarti la vita.

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