Cosa sono le fantasie sessuali
01/10/2017
La psicologia del cafone
06/10/2017

I dati allarmanti denunciano in aumento il consumo di droga, da quelle naturali a quelle sintetiche in ragazzi che sono sempre più giovani.

Le cause che possono portare a delle situazioni favorenti o scatenanti sono le più varie e disparate, non necessariamente collegate ad un ambiente famigliare di ceto basso, non acculturato e privo di stimoli e di valori.

La dipendenza da sostanze stupefacenti come la dipendenza da alcol si può insinuare in chiunque con conseguenze spesso disastrose o letali se non si tratta di un fenomeno imitato e temporaneo, motivato da intenzioni sciocche ma passeggere, come provare la novità insieme agli amici, dimenticando che spesso anche solo una volta, una dose di droga sintetica, quelle più comuni e più reperibili sul mercato dei giovani perché hanno un prezzo bassissimo, possono essere devastanti sul sistema neurologico con esisti spesso catastrofici.

Eppure i ragazzi, che sono informati del problema e delle conseguenze, non hanno questa scusante, non  si più certo accusare una mancata ed adeguata informazione sull’argomento dato le numerose campagne antidroga fatte nelle scuole e nei luoghi solitamente frequentati dai giovani, che da anni forniscono qualunque informazione sulle conseguenze dell’uso e dell’abuso, eppure si continua a cadere nella trappola della tossicodipendenza.

I fattori esteriori scatenanti

Il modo più semplice con cui un individuo diventa tossicodipendente è il contatto con un gruppo che fa uso di droghe e nel quale, in maniera più o meno consapevole, sperimenta il desiderio di divertirsi e di provare sensazioni fuori dalla norma.

Se le droga entra a causa di uno o più soggetti nel gruppo amicale tutti gli altri non potranno non provare almeno una volta, per non sentirsi diversi, additati, giudicati paurosi o bigotti e per non essere emarginati dal gruppo stesso, quindi almeno una volta si prova sempre.

Credo che siano rarissimi i giovani che con molto coraggio e forza di volontà resistono non alla tentazione di provare ma al giudizio negativo invece di chi ne fa uso, abituale o meno che sia.

Solitamente ad introdurre la droga nel gruppo è colui che ha un atteggiamento dominante, da leader, da capo-branco, quindi difficilmente gli altri per emulazione del più bravo, più forte e più figo, eviteranno di seguirne le azioni ed i comportamenti, pur consapevoli che ciò andrebbe a loro danno.

Lo scopo apparentemente ricreativo dell’assunzione di droghe è il paravento la scusante per nascondere altre dinamiche del gruppo più incidenti e determinanti sul seguito degli altri appartenenti, come per esempio, il desiderio di essere accettati all’interno di un certo ambiente, di migliorare persino le proprie “prestazioni” sociali all’interno del gruppo (come avviene per esempio nella tossicodipendenza da cocaina) e magari di soddisfare le aspettative di colui che è il capobranco.

Il salto da un uso sporadico a quello abituale di droga è facile e frequente soprattutto se il contesto sociale offre ben pochi stimoli od alternative.

Nel momento in cui le sostanze stupefacenti hanno innescato un meccanismo di dipendenza fisica, e a tal fine bastano pochissime assunzioni e per certi tipi di droga sintetica addirittura una sola assunzione, di contro subentra più potente e difficile da gestire anche quella psicologica.

La persona tossicodipendente finisce per credere che senza la droga non potrà più reggere la gara con se stesso per l’appartenenza al gruppo e teme che il rifiuto possa causare l’estromissione dal gruppo stesso.

Esistono poi tutta una serie di difficoltà esterne, che possono essere ricondotte ai rapporti familiari o più semplicemente interpersonali, al lavoro e alle aspettative dell’ambiente di lavoro, alle delusioni emotive, economiche e via discorrendo, che possono essere addotte come responsabili di un ricorso all’assunzione di droga.

Fattori interiori scatenanti

La teoria di origine psicologica che cerca di spiegare la dipendenza dall’alcol e che ha fatto scuola nell’analisi delle altre forme di dipendenza vuole che il consumo di sostanze stupefacenti serva a rinforzare le esperienze piacevoli e ad allontanare quelle negative.

Sotto gli effetti della dipendenza, il soggetto perde la consapevolezza che nessuna droga può farlo star meglio se non sta bene con se stesso e che la droga altro non fa che amplificare i propri stati d’animo.

Depressione, ansia, impulso alla trasgressione, eccessiva sensibilità, insoddisfazione verso la propria vita, paura di affrontare la vita stessa, con le sue difficoltà e le sue responsabilità sono tutte motivazioni che possono spingere a cercare una soluzione nella droga, una risposta artificiale al proprio disagio.

La droga diventa una forma di automedicazione e di rifugio da conflitti interiori, ammessi o non, ed esteriori, porta la persona ad essere temporaneamente incosciente e quindi non consapevole dei suoi disagi, dei suoi problemi, delle difficoltà, delle incapacità che per un periodo di tempo sempre più breve però perché la dipendenza crea assuefazione dell’organismo e quindi le dosi devono essere sempre costantemente aumentate sino a doverle combinare tra loro creando dei cocktail letali.

La tossicodipendenza come condizione psicologica

La tossicodipendenza è una condizione in cui ci si trova gradualmente a non poter controllare il desiderio di assumere una certa sostanza.

La persona tossicodipendente avverte la necessità irrefrenabile e frequente di assumere droga, nonostante il danno fisico, psicologico, affettivo, emotivo o sociale che tale assunzione può comportargli come conseguenza.

Una delle caratteristiche delle sostanze stupefacenti è quella di provocare, nell’individuo che le assume, una condizione di dipendenza fisica o di dipendenza psichica.

Nel primo caso si parla dei processi di “assuefazione”, “tolleranza” e “astinenza”, per cui il fisico modifica il suo equilibrio in base all’assunzione della sostanza, ne richiede una quantità sempre maggiore per mantenerne gli effetti, e provoca sintomi legati ad astinenza nei momenti in cui se ne sospende l’assunzione.

Nel caso della dipendenza psichica, subentra un bisogno psicologico di assumere continuativamente la sostanza, in quanto associata ad uno stato di benessere, rilassamento, autostima, fiducia in se stesso e assenza di ansia.

E’importante fare una distinzione tra “abuso” e “consumo” di sostanze.

L’abuso di una sostanza è legato a bisogni profondi, ad un equilibrio psicologico ed esistenziale, in cui il rapporto esclusivo con la sostanza e gli effetti che produce, conducono ad un coinvolgimento totale della persona.

Il consumo, invece, è spesso legato alla curiosità, alla ricerca di nuove forme di piacere, alla moda, alla voglia di sperimentare gli effetti e di fare esperienze, capire le motivazioni della persona aiuta a spiegare il motivo per cui la persona assume droga.

Le cause dell’abuso e della dipendenza, e la gravità del quadro patologico variano a seconda del tipo di sostanza usata, del dosaggio e durata dell’assunzione, della personalità di chi l’assume e delle circostanze in cui tale sostanza viene consumata.

Il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-IV) descrive la dipendenza da sostanze come un comportamento che si manifesta con tre (o più) delle situazioni seguenti, che si verificano in un periodo di almeno 12 mesi:

Tolleranza, definita da una o dall’altro delle seguenti condizioni: a) necessità di un marcato aumento della quantità della sostanza per raggiungere l’intossicazione o l’effetto desiderato; b) un effetto marcatamente diminuito con l’uso continuato della stessa quantità della sostanza;

Astinenza: la stessa (o molto simile) sostanza è presa per alleviare o evitare i sintomi dell’astinenza; La sostanza è presa in quantità maggiori o per un periodo di tempo più lungo di quanto si intendesse; C’è un desiderio persistente o tentativi infruttuosi di smettere o controllare l’uso della sostanza; Grande quantità di tempo passato in attività necessarie a ottenere la sostanza (per esempio, visitare molti medici o guidare per lunghe distanze), usare la sostanza o recuperare dai suoi effetti;

Importanti attività sociali, occupazionali o ricreazionali vengono interrotte o ridotte a causa dell’uso della sostanza; L’uso della sostanza è continuato nonostante la conoscenza di avere un persistente o ricorrente problema fisico o psicologico che è stato causato o esacerbato dalla sostanza.

Le sostanze stupefacenti più comuni ed i loro effetti

Cannabis: include tutte le sostanze psicoattive derivate dalla pianta cannabica, più le sostanze chimicamente simili. Le più comunemente usate sono matijuana e hashish. Effetti: altera la percezione inducendo rilassamento, sonnolenza, voglia di parlare e di ridere. Dosi elevate possono portare episodi di confusione, disorientamento, agitazione e panico;

Eroina: appartiene alla categoria degli oppioidi naturali, insieme alla morfina e al metadone. Tra le droghe è la più mortale e dà forte assuefazione. Effetti: riduce gli stati di ansia e angoscia determinando sensazioni di calore e tranquillità. Riduce la sensibilità e le reazioni emotive al dolore. Dosi elevate provocano sedazione, stupore, sonno, perdita di coscienza. Dosi ripetute con una certa frequenza inducono tolleranza e dipendenza fisica;

Cocaina: è uno stimolante ed eccitante molto potente, gli vengono riconosciuti anche effetti afrodisiaci, ed è una droga che agisce direttamente sul cervello. Questa droga a effetti collaterali pericolosi, infatti chi ne abusa può perdere la ragione , e riscontrare danni al cervello , avere manie ed idee fisse che la portano a vivere una dimensione irreale , con sintomi paranoici.

Il “Crack” è una forma solida della cocaina a base libera. Il nome “crack” deriva dal rumore che questa sostanza produce quando viene riscaldata e fumata.

Ecstasy: è la molecola più nota di una classe di farmaci (MMDA) da un punto di vista strutturale, correlata sia all’amfetamina che alla messalina (un allucinogeno). È conosciuta anche con il nome MDMA. Effetti: stimola il sistema nervoso e produce allucinazioni, ideazione paranoidea, senso di realizzazione e di forza. A livello fisico produce tachicardia, oscillazioni dei valori della pressione, nausea, brividi, calore, involontario serramento dei denti, crampi muscolari e vista sfocata. Sintomi riscontrati in consumatori abituali di ecstasy sono livelli di ansia molto elevata, impulsività, aggressività, disturbi del sonno, perdita di appetito, perdita di interesse nel sesso e perdita delle sensazioni di piacere ad esso collegate.

Amfetamina e metamfetamina: l’amfetamina è una sostanza di sintesi, stimolante, presente in alcuni farmaci disponibili sul mercato. La metanfetamina, “figlia” della precedente, è un potente stimolante che da assuefazione e causa, anch’essa, gravi danni al sistema nervoso centrale. È comunemente conosciuta come “speed”, “ice”, “crystal” o “cranck”.

Allucinogeni: sono sostanze attive che provocano illusioni sensoriali, ossia fanno vedere e sentire cose che non esistono. Queste sostanze, quindi, influenzano sensibilmente le percezioni e l’interazione con l’ambiente circostante. Tra le droghe di questo tipo troviamo l’LSD, che provoca allucinazioni visive, uditive e sensoriali importanti, che possono essere percepite in maniera positiva o negativa (stati di panico, di perdita dell’autocontrollo, di stati deliranti e confusionali, paura di impazzire). Altri allucinogeni conosciuto i cosiddetti “funghetti magici”, molto simili a quelli dell’LSD, ma più deboli.

Come affrontare la tossicodipendenza

La disintossicazione e la perdita di dipendenza da sostanze d’abuso è possibile, ma è necessario non essere soli in questo percorso di cura.

Abbandonare l’uso di una droga è molto difficile e richiede almeno un supporto psicologico, unitamente ad una forte motivazione e all’aiuto di uno dei diversi centri di prevenzione e di disintossicazione presenti su tutto il territorio nazionale.

Spesso può essere necessario un supporto farmacologico, uno o più farmaci che aiutino a superare le sensazioni spiacevoli, psicologiche e fisiche connesse con la dipendenza.

Purtroppo non esiste ancora una medicina miracolosa capace di annullare il desiderio della droga, anche se diverse sostanze sono ancora in sperimentazione.

Una sostanza molto discussa, che viene usata come sostituto dell’eroina contro le sindromi di astinenza, è il metadone.

Sembra che abbia un effetto più duraturo dell’eroina (basta una somministrazione al giorno) e che, somministrato oralmente, non ha gli effetti euforici dell’eroina che aumentano la tossicodipendenza.

L’uso di questa sostanza e la graduale sospensione può aiutare ad uscire dalla dipendenza, ma non previene possibili ricadute, inoltre è molto alto il rischio di una sua dipendenza specifica, per poi passare, o meglio ritornare a sostanze sempre più efficaci.

Per avanzare un percorso di trattamento, gli operatori devono saper leggere a 360 gradi i problemi della persona tossicodipendente e non fermarsi ai soli aspetti sanitari.

Vi è infatti la necessità di comprendere bene e contemporaneamente tutte tre le dimensioni: sanitaria, psicologica e socio-realzionale.

È necessario, inoltre, dare priorità all’interesse e allo sviluppo di attività per il reinserimento sociale e lavorativo dei tossicodipendenti, tutto questo si può fare attraverso l’attivazione di programmi e corsi di formazione professionale che permettano concretamente e realisticamente alla persona in trattamento di recuperare e sviluppare abilità e cultura.

Le possibili strade da intraprendere per affrontare la disintossicazione ed uscire dal tunnel della dipendenza, sono i SerT, le comunità terapeutiche, le unità di strada e diversi tipi di psicoterapia.

Consigli ai famigliari

Ci sono degli elementi che possono aiutare i familiari a capire se un proprio caro sta entrando nel tunnel della droga.

Si può infatti notare:

  • un cambiamento delle abitudini;
  • difficoltà scolastiche e/o di lavoro;
  • repentini sbalzi di umore;
  • frequentazioni e amicizie diverse;
  • ripetute e frequenti assenze;
  • isolamento; cambi di orari;
  • richiesta di denaro; scomparsa di oggetti da casa;
  • insofferenza;
  • mancanza di progetti;
  • dimagrimento a vista d’occhio (per chi usa eroina o morfina);
  • perdita dell’appetito e aumento di assunzione di bevande;
  • occhi arrossati o lucidi o pupille a “spillo”;
  • tendenza ad addormentarsi sempre più spesso.

Rimane però molto difficile che la famiglia da sola sia in grado di gestire i tanti problemi che comporta la presenza di un tossicodipendente in casa, per non dire impossibile.

Il tossicodipendente è un bugiardo patologico, inoltre cercherà modo poco legali per procurarsi denaro per potersi fare la dose, quindi non è controllabile nemmeno con tutto l’aiuto che la famiglia può dare.

L’unico rimedio è rinchiuderlo in una struttura che non gli consenta alcun contatto con i conoscenti o gli appartenenti del suo gruppo o simili da cui potrebbe procurarsi le risorse per drogarsi.

Si suggerisce, in ogni caso, di appoggiarsi sempre a persone, enti e associazioni che conoscano il problema e possano garantire un programma educativo a medio-lungo termine.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *