Non esiste lo Yuppie intellettuale
04/12/2016
Lo scarabocchio per analizzare piccoli e grandi
05/12/2016

Si intende per gruppo un insieme di persone che sono accomunate da legami affettivi o parentali, interessi, occasioni, opportunità.

Nel gruppo la persona perde la sua specificità per essere coinvolta da più ampie esigenze, prospettive e finalità, che oltrepassano l’interesse esclusivo e personale di un individuo per creare quello del gruppo che ha una sua identità, interrelazionalità e persegue interessi che sono specifici.

Il primo gruppo sociale è la famiglia, segue poi quello della coppia, della collettività, del luogo di lavoro o di studio ed infine quello dei luoghi frequentati per interessi culturali o sportivi.

I gruppi possono avere le stesse difficoltà del singolo, ma con modalità di espressione e di condivisione diversa, date dalla sua natura composta e complessa.

Le esigenze della famiglia, ad esempio, non sono soltanto quelle del singolo genitore o figlio, ma diventano quelle dello stesso ambito famigliare, che può avere delle difficoltà di comunicazione, di relazione e di adattamento.

L’ambito scolastico richiede degli interventi mirati per migliorare le tecniche di apprendimento e di formazione, tenuto conto della tante difficoltà rappresentate dalla comunicazione di culture diverse e stili di insegnamento che non sono più consoni e conformi alle esigenze di una società in continua evoluzione.

L’ambiente professionale comporta una valutazione degli interessi che non possono essere soltanto quelli di rendimento dell’azione, in quanto soltanto una gestione del personale efficiente ed organizzata permette di sfruttare al meglio le potenzialità e le capacità di ogni elemento, combinandolo col giusto ruolo tenuto conto delle sue caratteristiche e della sua personalità.

Riuscire a creare un gruppo od una equipe che renda al meglio sfruttando non solo la professionalità di coloro che vi partecipano ma dando il giusto ruolo ad ogni lavoratore, impedendo ogni forma di mobbing o prevaricazione ma anche di mancato sfruttamento delle potenzialità effettive del gruppo.

Un giovamento che non è solo per la società per cui lavora il gruppo, che massimizza i suoi elementi, ma soprattutto per le persone che intervengono nell’equipe e che si sentono valorizzate, considerate ed apprezzate.

Un lavoratore che ama il suo lavoro e sente di essere utile nelle sue massime capacità e potenzialità è un lavoratore che non solo darà un servizio migliore ma il suo stato di benessere sarà contagioso per gli altri anche al di fuori del gruppo stesso.

La comunicazione e l’interrelazione con gli altri è importante non solo nella famiglia, per il benessere quotidiano e per il superamento di disagi e difficoltà, ma per qualunque altra struttura basata sul rapporto e la convivenza, anche momentanea, di più persone.

Se il rapporto e la comunicazione all’interno del gruppo sono attivi e costruttivi migliora non solo la resa del gruppo stesso ma anche la resa di ogni individuo partecipante, perché le relazioni benefiche ampliano le prospettive personali e le capacità, implementando ogni potenzialità insita all’essere umano.

Una persona felice del proprio lavoro e del luogo di lavoro difficilmente sarà una persona infelice negli altri ambienti sociali, quali la famiglia, gli amici, i centri culturali.

Ogni essere soddisfatto inoltre porta il proprio ottimismo, il suo entusiasmo e le nuove conoscenze da un gruppo all’altro diffondendo tali condizioni emotive positive, contagiando chi gli sta intorno.

Per tale motivo ogni potenzialità del gruppo non deve essere considerata come la sommatoria delle potenzialità di ogni individuo che vi partecipa, me è qualcosa di più ampia portata e ha più complesse sfaccettature che devono essere analizzate anche nel contesto ambientale in cui si svolgono.

L’ambiente non è mai asettico, ininfluente o non coinvolgente, è l’ambito che spesso può limitare o meno la potenzialità del gruppo, quindi non si può non analizzare l’equipe escludendo tale fattore.

Per esempio pensiamo ad una famiglia che vive in un determinato contesto culturale che può limitare o circoscrivere gli interessi o le attitudini di uno dei componenti o più della famiglia stessa.

Viviamo in ciò che ci circonda, siano essi altri individui, mentalità, cultura o regole sociali.

Per valorizzare al meglio ogni individuo il gruppo non deve essere castrante ma la fonte di espansione, non deve porre dei limiti ma valorizzare le potenzialità, le capacità e le predisposizioni.

Soltanto in tal modo il gruppo diventa positivo, costruttivo, formativo e momento di crescita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *