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La scrittura dei mancini

La nostra scrittura che procede da sinistra verso destra favorisce i destrimani, cioè coloro che usano la mano destra per scrivere, più difficoltosa può essere l’uso della sinistra ma per fortuna il mancinismo non è più considerato un difetto da correggere.

Se vostro figlio scrive con la mano sinistra perché ha più forza e gli riesce meglio nulla di grave, la sua sarà una scrittura bella o brutta come quella di tutti gli altri.

Ad un occhio non esperto non vi sono differenze tra le grafie eseguite con le diverse mani, ma se chi osserva è un grafologo esperto i tratti e le difficoltà, impercettibili, del procedere verso destra saranno facilmente rilevabili.

Quello che importa durante la scrittura è la postura, della schiena che deve rimanere diritta e della perpendicolarità del braccio che deve formare un angolo retto sul tavolo d’appoggio.

Qualche grafologo identifica i segni grafologici tipici del mancino come i segni di Meyer, individuato da Locart e che consiste in una una rugosità del tratto sul bordo sinistro.

Tale segno è ormai superato in quanto era facilmente visibili quanto le scritture erano eseguite col pennino, ora la penna a sfera ha cambiato le dinamiche del tratto e molte delle idee originali della vecchia grafologia.

Rimane però un segno distintivo che è la tendenza verso sinistra del tratto, dato proprio dal fatto che la mano esecutrice e d’appoggio sul foglio sono le medesime, cioè la sinistra, e tutto riconduce verso di lei, così come succede con la mano destra.

Dunque non è consigliabile insistere perché il bambino cambi mano perché potrebbe incidere sulla sua stima personale e sulla consapevolezza che ha di sé, non dimentichiamo che nei retaggi mentali la sinistra è associata a qualcosa di oscuro, sbagliato e negativo, assurdità che per fortuna appartengono ad un periodo storico passato e superato.

La prima celebre e spassionata difesa del mancinismo è probabilmente la “Petizione della mano sinistra per coloro che sono incaricati di educare i bambini“, scritta nel 1787 dallo statunitense Benjamin Franklin:

«Mi appello a tutti gli amici della gioventù, pregandoli di gettare uno sguardo di compassione sul mio sfortunato destino e di dimenticare i pregiudizi di cui sono vittima.

Io e la mia compagna destra siamo gemelle, uguali come i nostri occhi, eppure fin dall’infanzia mi hanno abituata a considerare mia sorella come un essere di rango superiore, da elevare all’arte del disegno e della musica, mentre io venivo punita perché mancavo di grazia e destrezza.

Ma cosa accadrebbe se la mia sorella venisse a mancare o fosse semplicemente affetta da reumatismi? La nostra famiglia perirebbe di miseria a causa di questa ingiustizia».

La Petizione, tra l’altro, è paradossalmente scritta dalla gemella mano destra, l’unica autorizzata a farlo secondo i precetti dell’epoca che abolivano l’uso della sinistra ritenendola una condizione satanica e deviante.

Una forma di protesta artistica è stata fatta Lord Robert Baden-Powell considerato il padre dello scoutismo era un ambidestro naturale che amava dipingere i propri acquarelli «con entrambe le mani», predicando ai discepoli la pari dignità delle due appendici del braccio.

Nel 1949 la psicologa Vera Kovarsky presenta all’Università di Montpellier uno studio accurato sull’argomento, proponendo la stesura di una “Carta dei diritti fondamentali dei mancini” che mette in discussione alla radice diversi caposaldi della psichiatria infantile, cioè l’insalubrità mentale dell’uso della mano sinistra.

Eppure, nonostante sia trascorso quasi un secolo, nonostante i pensieri più liberi e la mentalità moderna e civilizzata, molti associano al mancinismo qualcosa di negativo che deve essere necessariamente corretto.

Mi ripeto, fate sentire i vostri bambini delle persone speciali con qualunque mano vogliono procedere, quel che conta è imparare a scrivere in maniera fluida e comprensibile.

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