La ritrosia delle scritture rovesciate o inclinate a sinistra
07/03/2017
Genitori troppo permissivi
08/03/2017

La fobia scolastica, fobia scolare o rifiuto scolare sono terminologie che si riconducono tutte ad un sentimento negativo e reattivo provato dal bambino verso la scuola.

É una particolare forma di paura e avversione verso l’ambiente scolastico, rivolto ai luoghi ed alle persona che vi si incontrano per numerosi motivi, e si accompagna a reazioni emotive negative e di disadattamento che coinvolge i bambini non solo nella fase del nuovo inserimenti della scuola primaria ma anche coloro che già inseriti patiscono delle condizioni di disagio che si possono creare successivamente.

Un caso di disagio che crea una fobia scolastica è ad esempio il problema di avere un deficit da DSA o ADHD, essere vittime di bullismo, ma nella maggioranza dei casi non vi sono dei problemi clinici o neurologici, o di bullismo, alla base della reazione avversa.

Lascio dei link su degli articoli per un approfondimento sul tema del disagio del bambino in generale, disagio del bambino disgrafico , difficoltà di apprendimento, i segni grafologici del bullismo.

Tali condizioni psicologiche non hanno nulla a che vedere con i casi di dispersione scolastica, cioè la scelta di abbandonare la scuola da parte degli adolescenti che non amano studiare o che non sono sufficientemente motivati a tale percorso, oppure per varie posizioni idealistiche esprimono in tal senso il loro rifiuto alla disciplina, alla regole sociali ed alle forme autoritarie.

Nel caso di rifiuto o fobia scolastica le scuse per non andare a scuola o per assentarsi da essa sono motivate da tensioni interiori, da paure ed ansie che derivano dall’ambiente scolastico e che spariscono del tutto quanto il bambino o l’adolescente è a casa, in un ambiente sereno, tranquillo e rassicurante che non induce alcun timore.

L’osservazione dell’atteggiamento e dei sentimenti espressi nei due ambienti ed il loro confronto, casa e scuola, permette di comprendere quale sia il luogo che induce al disagio e quali possono essere i motivi scatenanti tali timori o avversioni.

Tale disturbo ha un’incidenza non irrilevante, ne soffrono dall’1 al 5 % dei ragazzi in età scolare senza differenze di genere, i fattori scatenanti sono nella prevalenza dei casi ricondotti ad alcuni delicati cambiamenti evolutivi che risultano essere traumatici per la particolare sensibilità e timidezza del bambino o ragazzo, quali l’inserimento nella scuola elementare (5-6 anni) e il passaggio alle scuole medie (10-11 anni).

In tali casi le difficoltà possono ricondursi alle paure e disagi connessi all’adattamento del nuovo ambiente, con nuovi compagni, insegnanti ed impegni scolastici sempre più complessi e difficoltosi.

Il disturbo si caratterizza per i seguenti comportamenti problematici e sintomi somatici della fobia scolastica:

— elevata reazione di ansia nel momento in cui esce da casa o giunge davanti alla scuola, al punto da presentare sintomi da panico, ansia durante le lezioni, stati di agitazione e nervosismo che si calmano soltanto col rientro a casa,

— manifestazione di un ampia serie di sintomi somatici (vertigini, mal di testa, tremori, palpitazioni, dolori al torace, dolori addominali, nausea, vomito, diarrea, dolori alle spalle, dolori agli arti) tanto da indurre dei malesseri o delle condizioni di malattia, che si verificano soltanto a scuola,

— il livello di angoscia può essere elevato fin dalla sera prima e il bambino può riposare male, il sonno può essere disturbato da incubi o risvegli notturni, possono esserci episodi di enuresi, quando il bimbo bagna il letto durante la notte.

Altri disturbi di origine diversa possono essere associarsi al rifiuto scolastico, quali per esempio l’ansia da separazione, dai genitori, dalla madre, dall’ambiente sicuro, l’ansia generalizzata che deriva da una condizione fisica cronica ma che si scatena maggiormente nelle condizioni più stressanti, la fobia sociale, la paura di stare con persone nuove e sconosciute, gli attacchi di panico, il disturbo post traumatico da stress, per un evento avvenuto in precedenza, non riguardante la scuola ma mai risolto, la depressione, il disturbo della condotta, il disturbo oppositivo-provocatorio.

In tutti tali casi intervenire sulla fobia con un intervento adeguato sia alla situazione che alla personalità dello scolaro, porta alla risoluzione del problema, ad un miglioramento della stima e delle proprie capacità ed in un miglioramento delle relazioni intrapersonali sia con gli insegnanti che coi compagni ed amici di gioco.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *