Differenza tra Fisiognomica, Frenologia, Morfologia e Morfopsicologia

Vendite: attenzione al sistema dell’ancoraggio
12/09/2017
Imparare a leggere le emozioni sul volto
13/09/2017

Differenza tra Fisiognomica, Frenologia, Morfologia e Morfopsicologia

Il termine Fisiognòmica o Fisiognomonìa deriva dal greco “”physiognōmonía” da “physiognómōn” = composto da “phýsis” = natura, oppure fisico, e “gnómōn” = conoscitore, da”gignóskō” = io conosco.

Si tratta della scienza che cerca di interpretare i caratteri di un individuo dall’aspetto esterno.

La Fisiognomica non va confusa con la Fisiognosìa, da “phýsis” = natura e da”gnósis” = conoscenza, che indica il complesso delle scienze della natura nella Filosofia del semiologo statunitense Charles Sanders Peirce, considerato fondatore del pragmatismo e padre della moderna semiotica.

La Fisiognomica si occupa dell’analogia che esiste tra la psicologia interiore e caratteriale degli uomini e le fattezze esteriori del corpo, principalmente il viso e del cranio in particolare.

Nel corso della sua lunga storia, la Fisiognomica come disciplina ha sempre posseduto l’ambivalenza teorica di essere una “quasi scienza”, a metà tra divinazione e razionalità, tra mantica e medicina, una disciplina che da un lato affonda le sue radici nel sapere empirico, e dall’altro propone un rigore scientifico-metodologico e si fonda su postulati precisi basati sulle caratteristiche fisiche e psichiche.

La Fisiognomica è una metodologia di studio umano antichissima, essa è nata nell’Antica Grecia, con il principio di Platone della “kalokagathia” contrazione del greco “kalòs kai agathòs”: ciò che è bello è anche buono.

Per questo gli Dei ed Eroi erano bellissimi, con un corpo statutario, forte, virile, proporzionato, di conseguenza ciò che è brutto, deforme e sgradevole alla vista era invece da considerarsi malvagio.

Di seguito uno studio di Leonardo Da Vinci in cui il volto da ritrarre doveva rappresentare il suo animo, il suo carattere ed il suo stile di vita.

La Frenologia (dal greco phren = mente e logos= studio) è una pseudo scienza anch’essa propagandata dal medico tedesco Franz Joseph Gall (1758 – 1828), secondo la quale le singole funzioni psichiche dipenderebbero da particolari zone o “regioni” del cervello, così che dalla valutazione di particolarità morfologiche del cranio di una persona, come linee, depressioni, bozze, si potrebbe giungere alla determinazione delle qualità psichiche dell’individuo e della sua personalità.

Secondo Gall vi erano ben 27 zone del cranio a cui sarebbero corrisposte le regioni della mente, a loro volta corrispondenti alle caratteristiche della personalità del soggetto: diciannove in comune tra uomo e gli altri animali (dieci comuni a tutti i vertebrati, dall’undicesima alla diciannovesima condivise dall’uomo solo con i vertebrati superiori), e solo le ultime 8 facoltà esclusivamente umane.

Fra le varie attività di Gall vi era quella di collezionare per i suoi studi crani di persone che in vita si erano particolarmente distinte in svariati modi.

La ricerca criminologica, come studio del comportamento antisociale, si occupa fin dai tempi più remoti del rapporto fra personalità e devianza.

A dare questa interpretazione è stato Cesare Lombroso (1835-1909) antropologo e criminologo italiano che ha applicato sistematicamente i principi della Fisiognomica, della Frenologia e della Morfologia dei tratti, schedando e fotograficamente detenuti e “alienati” (cioè i rinchiusi nei manicomi: epilettici, isteriche, etc), per riuscire a determinare l’indole criminosa di una persona in modo tale da prevederne il comportamento e reprimerlo prima che potesse fare del male.

Il Lombroso divenne famoso pubblicando l’opera “L’uomo delinquente”, che segnò la prima tappa della criminologia studiata con metodo scientifico, certamente considerando i sistemi e le tecniche in uso a quel tempo.

La Morfopsicologia è la scienza che studia le relazioni tra la forma del viso e lo psichismo, ovvero studia i rapporti antropometrici del viso in relazione allo stato fisiologico e psicologico del paziente.

Ha le sue origini nella fisiognomica che desumeva le peculiarità morali e psichiche di un individuo dall’osservazione dei tratti somatici, in particolare del viso.

Di seguito un immagine che poteva rappresentare una determinazione dei tratti salienti per un determinato giudizio.

Dobbiamo considerare sempre di dover storicizzare tutte queste teorie, che per noi possono apparire assurde ma che all’epoca erano una vera e propria rivoluzione, un primo tentativo, maldestro, inadeguato, scientificamente improbabile ma gettava le basi della moderna medicina e della psicologia.

La fisiognomica è uno studio statico e meccanicistico, come lo erano gli studi antropometrici e antropomorfici del Lombroso o del Pende, mentre la morfopsicologia è uno studio dinamico che esprime il doppio movimento dell’energia vitale sotto forma dei due istinti opposti, ma essenziali, l’istinto di espansione e l’istinto di retrazione.

  • la forma umana si dilata, si espande in un ambiente favorevole in cui può facilmente adattarsi;
  • la forma umana si retrae, si contrae, in un ambiente ostile di difficile adattamento.

Secondo Louis Corman la dilatazione o retrazione esprime chiaramente non solo un aspetto clinico medico ma anche soprattutto una dinamica di due opposti istinti vitali, l’istinto di espansione e quello di conservazione.

Il movimento fisico, biologico e psicologico di dilatazione corrisponde all’istinto di espansione, il movimento fisico, biologico e psicologico di retrazione corrisponde all’istinto di conservazione.

Il vero istinto della vita è l’istinto di espansione perché spinge l’individuo verso l’ambiente, alla sua conquista e alla sua realizzazione.

È però importante sottolineare che l’istinto di conservazione e quindi il movimento della retrazione è sempre un fenomeno attivo che serve a conservare la vita.

La retrazione non è un’atrofia di un tessuto o la perdita di vitalità, ma al contrario una reazione di difesa che serve a preservare l’individuo da una patologia o da una perdita della sua energia vitale.

La legge di dilatazione e retrazione di Sigaud si ritrova in maniera fondamentale e primitiva anche sullo studio della cellula: ogni cellula messa in un humus biologico idoneo si espande, ogni cellula messa in un humus biologico non idoneo si ritrae.

Questi due istinti gestiscono quindi l’energia dell’uomo.

Questo concetto corrisponde nella medicina tradizionale cinese al concetto di yin e yang :

  • Lo yin non è passività, è quiete in movimento, è solo in apparenza uno stato di passività, ma in realtà è un momento di meditazione, di intimità, di elaborazione mentale, di intuizione e quindi di attività interiore.
  • Lo yang invece è frenetico e espansivo, e una persona deve avere in sé entrambi gli elementi per autogestire in maniera adeguata la propria energia vitale, le proprie risorse energetiche.

Vi lascio con una vignetta divertente che forse vi possa far capire l’essenza dello studio portato avanti da scienziati geniali ed innovativi come Cesare Lombroso e quanto le sue assurde teorie ormai superate possano invece essere anche attuali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *