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Il ricatto morale è una forma di manipolazione usata per ottenere qualcosa che diversamente non si avrebbe o che si teme non si possa avere nella stessa maniera richiesta.

Quando questa forma di estorsione di un qualcosa, è uno strumento molto usato dai genitori manipolatori e si nasconde sempre dietro ad una richiesta apparentemente innocua, che può apparire semplice e banale ma che nasconde invece una vera e propria circonvenzione per far si che i figli agiscano in modo da comportarsi e fare le scelte volute dai genitori.

Se ciò non avviene, i genitori agiscono in modo da far sentire in colpa il figlio come se li avesse traditi o trattati male, instaurando nei figli sensi di colpa in genere anche per cose non ancora successe, ansia generalizzata, paura del fallimento ed incapacità a prendere spontaneamente ed in maniera indipendente ed autonoma delle decisioni se non quelle suggerite dai genitori.

Le richieste dei genitori in tal modo non sono dei semplici consigli o suggerimenti, ma delle vere e proprie pretese che devono essere esaudite, poco importa che non si adeguano al concreto volere del figlio o ad un suo desiderio.

Un bambino in tenera età è facilmente manipolabile perché non ha ancora il carattere e la forza interiore di opporsi, egli farà tutto ciò che gli è richiesto dal genitore per compiacerlo e per avere il suo amore e la sua considerazione, che valgono più di ogni altra cosa.

Un bambino non sa ancora giudicare cosa è bene per lui, quindi si fida cecamente anche se percepisce di essere stato forzato e di voler fare una scelta diversa per predisposizione personale.

Di questa debolezza il genitore manipolatore se ne avvantaggia sempre, anche quando il figlio sarà ormai un essere adulto, ormai la dominazione è stata radicata e l’influenza negativa non cessa i suoi effetti.

Qualunque azione di resistenza del figlio verrà troncata con un vile ricatto morale fatto di accuse e di ritorsioni sino a rasentare l’abuso psicologico.

Al figlio saranno rinfacciati tutti i sacrifici fatti per lui e per il suo bene, tutti i soldi spesi per dargli un futuro (come il genitore desidera ovviamente) tutto quello di cui si è privato per darlo al figlio anche se quest’ultimo non gli ha mai chiesto nulla.

Avvicinandosi alla vecchiaia può addirittura usare i suoi rimpianti o la sua malattia per far sentire in colpa il figlio, che si comporta da egoista senza tener conto di tutto quello che ha ricevuto, che osa essere indifferente alle richieste genitoriali semplicemente perché vuole (come suo diritto sarebbe) seguire la propria strada e le proprie inclinazioni, facendo la vita che desidera.

Ci sono figli che a causa di una manipolazione forte e decisa non riescono nemmeno in età adulta a separarsi fisicamente dai loro genitori da cui sono completamente plagiati e manipolati.

I ricatti morali fatti in campo affettivo sono i più deleteri per la serenità dei figli in quanto agiscono in virtù di quel sentimento che li lega ai loro genitori e per cui si sentono perennemente in dovere di dover essere riconoscente per quanto ricevuto nella vita.

Inoltre, i figli hanno, dopo una vita di manipolazione, una incapacità a resistere e ad opporre le proprie ragioni, se non arrivando ad uno scontro verbale ed aggressivo, in quanto tutte le richieste fatte cautamente ed educatamente sono rimaste inascoltate.

Il figlio comprende che davanti a sé ha un muro di negazione e di risentimento, ma non riesce a smettere di amare e preoccuparsi per il suo genitore, e di tale considerazione il manipolatore ne farà la sua arma migliore.

Chi è vittima del ricatto si sente costantemente in colpa per tutto ciò che avviene, per non sentirsi adeguato alla richiesta, per sentirsi diverso da come il genitore lo vorrebbe, per pura di essere abbandonato o mandato fuori di casa, per paura di sentirsi accusato ancora prima che l’accusa sia stata formulata.

Questo mina la sua autostima, si sentirà inadeguato, indeciso, titubante, incapace di essere sereno e felice delle sue scelte, incapace di sentirsi adeguato e valorizzato nel mondo che si è costruito.

Tutto ciò porta il genitore ad essere eternamente scontento e rancoroso coi figli, ed i figli eternamente scontenti di se stessi, non riuscendo a comprendere che la loro infelicità sta nel fatto che la manipolazione subita non ha permesso loro di crescere serenamente, in maniera autonoma ed indipendente.

Rompere queste catene non è facile, soprattutto se sono state fortemente condizionanti la vita dei figli, ma si può sempre tentare di avere una vita diversa, in fondo tutti hanno il diritto di essere felici e contenti di se stessi e delle scelte che hanno fatto.

Se non vi sentite tali probabilmente anche voi, inconsapevolmente, avete subito una manipolazione, che non vedete chiaramente ma che percepite nell’insoddisfazione che riempie ogni vostro giorno.

In tali casi è consigliabile chiedere un aiuto esterno, che possa valutare la vostra storia intrafamiliare con razionalità e distacco, dandovi consigli adeguati per aiutarvi a ritrovare voi stessi e la vostra stima, ritrovando un po’ di serenità almeno per il futuro se il passato non è stato clemente con voi.

2 Comments

  1. Eleonora ha detto:

    Gentile dott.ssa Cremaschini,
    Ho letto il suo articolo e l’ho trovato approfondito e ben strutturato. L’ho trovato molto interessante in quanto sto passando un periodo in famiglia dove mi sento esattamente come lei ha scritto all’interno del suo articolo. Mi sento inadeguata, infelice dentro casa, messa da parte e non capita. Mi hanno e stanno trattando come se fossi una persona non in grado di prendere le proprie decisioni e mi sento costantemente controllata e osservata. Tutto questo perchè i miei genitori non ritengono idonea la persona che sto frequentando e mi sono state rivolte per questo frasi offensive che mi hanno sconvolto.
    A parte ciò complimenti per i suoi articoli… li ho trovati di grande ispirazione.

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