Il riccio della sensualità e della lussuria

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Se il riccio deve essere considerato come un gesto eccedente il grafema delle lettera, tali non devono essere soltanto le linee, più o meno distese, più o meno evidenti e lunghe, che risultano ultronee e sovrabbondanti alla formazione della lettera, i ricci nella loro essenza  possono appartenere ad un eccessivo prolungamento ed ampliamento delle lettere stesse anche se facenti parte di una forma arrotondata o un occhiello creato in abbondanza, quindi la loro forma e modalità può essere la più disparata ma sempre consiste in un gesto eccedente.

Infatti tali segni classificati come “Ricci” possono essere formati anche da asole, cerchiolini, anelli, ghirigori, forme allungate svolazzanti e riempite ma non corrispondenti al grafema scolastico appreso a scuola, che di per sé non hanno nulla a che vedere con la lettera in questione, sono un gesto in più, eccessivo, estraneo alla lettera pertanto entrano di diritto nell’ambito dei ricci veri e propri con il loro particolare e specifico significato.

Ogni riccio ha la sua particolarità d’esecuzione in una o più forme, diverse tra loro ma aventi sempre lo stesso significato psicologico e caratteriale, proprio come il riccio della sensualità, se accennato e poco rilevante nella scrittura, o della lussuria se fatto in forma ampia, eccessiva, ridondante ed ampiamente ripetuta nella scrittura.

Oltre a tale caratteristica il riccio rappresentativo della sfera sessuale ha la particolarità di poter emergere da diverse lettere, non necessariamente collegato alla mera esecuzione della lettera “g” come sostiene una parte, poco informata della grafologia, che limita tale istinto alla mera esecuzione della suddetta lettera “g”.

Come la sensualità, la sessualità ed il puro sesso esente da coinvolgimenti emotivi si manifestano in mille forme allo stesso modo possono formarsi i ricci in questione, anche se hanno tutti una caratteristica in comune che non deve mancare, il pronunciamento verso il basso.

Inoltre tale pronunciamento non deve necessariamente oltrepassare il rigo di base verso il basso, potendo rimanere nella parte superiore, oppure non esistere del tutto, essere tronco o rattrappito, in tali casi si parla di castrazione della sfera sessuale, del pensiero volontariamente allontanato dallo scrivente o aborrito per questioni personali, spirituali o di vissuto traumatico.

 

Forme dei ricci della sensualità

 

Vediamo ora quali sono i Ricci che si possono definire della sensualità.

Se essi vengono formati con un tratto breve od un occhiello piccolo, quindi redatti in maniera accennata, di evidenza pacata e discreta, non eccessiva, essi sono dei ricci che esprimono una sensualità desiderata, ambita, ma frenata da disinibizioni costrette da un’educazione troppo rigorosa e formale, da convinzioni religiose restrittive o semplicemente una inibizione auto indotta dal soggetto scrivente che desidera ma non si concede il lusso di osare e di accettare tale aspetto della sua personalità.

La loro quantità e qualità determinerà anche l’incidenza del desiderio e pertanto il senso di frustrazione e castrazione patito dal soggetto che cercherà altre forme di espressione della sua passionalità per sfogare ciò che ha dentro, ma non saranno mai altrettanto appaganti.

Quando i ricci sono formati in maniera eccessiva ed esagerata, con forme che rispetto all’intero contesto scritto appaiono ingrandite se non ingigantite rispetto alle altre lettere, oppure sfacciatamente giganti, enormi, tanto da invadere lo spazio dedicato alle altre lettere e il rigo inferiore, in tali casi di tratta di ricci della lussuria, desiderata e coltivata, un pensiero fisso e costante dominante nella vita della persona a cui da molta, tanta importanza tanto da fare scelte di vita dove il sesso ha una parte rilevante se non addirittura dominante e condizionante anche gli altri aspetti del modo di vivere del soggetto.

Tali ricci eccessivi creano un gesto esagerato ed eccessivo che non passa inosservato, ed anche la quantità rilevata nello scritto è palesemente sovrabbondante, onde il desiderio sessuale non è un semplice bisogno corporale, naturale, ma diventa maniacale e patologico, il sesso diventa quindi un’ossessione e non una semplice mania o desiderio e tale parte istintiva fuoriesce inconsapevolmente anche quando la persona cerca di mantenere su di esso un certo controllo.

Va detto che tale pensiero ossessivo ed esplicito nei gesti quotidiani della persona non corrisponde necessariamente all’avere una vita relazionale e sessuale appagante, anzi spesso è l’opposto in quanto la persona più avere una forma più o meno grave di impotenza o di incapacità a relazionarsi con l’altro sesso tanto da non essere in grado di avere dei rapporti completi, pur non avendo problemi clinici all’apparato riproduttivo.

Possiamo trovare degli esempi tipici di tale riccio lussurioso patologico nelle scritture di alcuni serial killer a stampo sessuale, di cui va evidenziata una particolarità, non tutti, prima o dopo aver ucciso la loro vittima, hanno consumato un rapporto sessuale, anzi i più non sono mai riusciti a portarlo a termine, tale senso di impotenza faceva scatenare in loro rabbia e frustrazione talmente forte da reprimere le vittime spettatrici della loro incapacità che rappresenta l’essenza della potenza, della dominanza e della forza maschile.

Prendiamo per esempio la scrittura dell’assassino Boris Zubane (molto simile a quella di un altro serial killer di stampo sessuale come Ted Bunny) si possono notare più lettere ingigantite sotto il rigo, non soltanto la “g” ma anche la “z”, tali segni notano una repressione sessuale che è andata ben oltre alla semplice frustrazione, esse sono diventate forti impulsi repressi non più controllabili che ad un certo punto hanno scatenato una furia omicida.

 

Come sopra già evidenziato, l’indole legata all’istinto del sesso è percepita come un’ossessione che invade ogni parte e spazio della scrittura, allo stesso modo sarà stata invadente, condizionante e dominante nella vita della persona, che non potendo più contenere e dominare tali istinti si è sfogata con l’aggressività e la violenza sulle sue vittime.

Come si può vedere nell’immagine soprastante non sono soltanto le lettere “g” ad esse piene , grasse e terribilmente allungate, ma anche la lettera zeta, la cui parte bassa è identica alla lettera “g”.

Riportiamo di seguito l’esempio di un’altra scrittura  questa volta non di una persona malata, criminale e deviata come un assassino, ma quella di un Presidente degli Stati Uniti D’America, il cui appetito sessuale ed il desiderio costante e maniacale di soddisfarlo on erano da meno.

Di seguito si riporta un estratto della scrittura del Presidente americano Roebert Kennedy, che con discrezione, probabilmente dovuta al suo ruolo, ed aiutato in uno staff che manteneva il riserbo sulle sue infinite scappatelle ed appetiti sessuali, quindi molto controllato a causa della carica ricoperta che non intendeva certo perdere e molto assistito e seguito dai suoi collaboratori, in pubblico ed apparentemente all’esterno dava di sé un’impressione completamente diversa, aiutato da una moglie e dei figli che lo aiutavano a mantenere vivo e costante un bel quadretto familiare falso ed illusorio.

Nel suo modo di scrivere  si possono evidenziare delle asole abnormi non solo nella “g” ma anche nell’asta della gamba della “p” che invece di essere un semplice tratto prende le stesse dimensioni ed ingrandimento dell’asola della lettera “g” formata di seguito.

Proprio come il serial killer Zubane il pensiero maniacale ed ossessivo era fortemente dominante.

 

Ma le “g”, le “p” e le “z” non sono le uniche lettere a mostrare la forte propensione sessuale di una persona, di seguito ad esempio ho evidenziato la lettera “y” anch’essa formata in modo anomalo e con un elemento in più di una gigantesca tasca inferiore che sprofonda oltre i margini.

 

Inoltre le lettere della sensualità non devono essere soltanto esagerate ed abnormi, possono anche rivestire forme creative, particolari , insolite ed inusuali, guardate per esempio com’è particolare ed elegante questa “z” che sembra un 3 con una parte bassa che scende al di sotto del rigo per poi ritornare con forza nella parte alta sino a raggiungere il punto più alto della lettera.

In tale caso il riccio della lussuria si sposa con il riccio della fissazione idealistica, che ricade nella parte alta della scrittura o di una lettera, segno che in tal caso la sfera sessuale è vissuta più nei pensieri, idealizzata, desiderata ma non messa in atto come lo scrivente desidererebbe.

In tali casi il desiderio diventa ossessivo ma riveste sempre l’aspetto ideale non materializzandosi e non sfogandosi come il soggetto vorrebbe, per le mille limitazioni ed inibizioni che la vita può imporre.

 

Di seguito possiamo vedere delle forme di castrazione della sensualità attraverso la conformazione che si auto infligge delle costrizioni e delle forzature.

In tali casi vince sul desiderio di attuare le proprie pulsioni un forte controllo del soggetto scrivente che probabilmente si reprime a causa di un vissuto di repressione e privazione che lo ha castrato, o una forma di educazione che gli imponeva di vedere come sporchi e peccaminosi atti sessuali del tutto normali.

 

Infatti le lettere vengono formate con un avvio che le predispone per essere più lunghe, estese ed ampie, ma lo scrivente le rattrappisce con un gesto che le tronca a metà, le taglia ed impedisce loro di svolgersi come il soggetto in fondo desidererebbe.

L’ultima “g” addirittura la parte piena della sua forma naturale è rivolta verso l’alto, è rovesciata, capovolta, ciò che dovrebbe andare verso il basso viene innaturalmente trattenuto in alto vicino alla parte centrale dello scritto che rappresenta l’Io soggettivo.

Le contrazioni ed il tratto tentennante, forzato, non lineare né fluido dimostrano come tale forma di privazione di un istinto naturale e normale metta il soggetto in una condizione di disagio che non è in grado di gestire ed una confusione che non gli permette di esprimere se stesso spontaneamente come dovrebbe per vivere serenamente anche la sfera sessuale.

Inutile dire che tali forme di castrazione e auto frustrazioni indotte portano il soggetto a sviluppare delle manie compensative, degli sfoghi alternativi che possono danneggiare la sua psiche ed il suo equilibrio ben peggio di una sana attività sessuale espressa senza vergogna né condizionamenti di alcun tipo.

Di seguito riporto altre grafie in cui il riccio in questione prende delle forme diverse e si sviluppa su lettere insolite per la collocazione che generalmente la psicologia della scrittura da alle lettere corrispondenti alla sfera sessuale.

 

 

In tale caso è la lettera “s” ad essere rivelatrice del desiderio sessuale, che lo scrivente abbia fatto una scelta tanto insolita può derivare dal desiderio ancora più forte di quello istintivo di mantenere celata tale sua inclinazione, per paura di essere mal giudicato o criticato.

La scrittura che segue invece ha un rapporto un po’ conflittuale con il sesso, vorrebbe ma si vergogna, ne ha desiderio e bisogno eppure aspetta che siano gli altri a fare il primo passo per non sentirsi in colpa o non sentirsi sporca (spesso l’educazione condizione il soggetto a sentirsi impuro e sporco quando si tratta di praticare del sesso).

Così tale soggetto, che parrebbe una scrittura molto femminile, non necessariamente legata al genere ma alla predisposizione dello scrivente, attua dei comportamenti un po’ infantili e seducenti per indurre la sua preda a fare quel passo di cui non ha il coraggio, allora la sua forte sensualità, spesso ostentata anche in maniera eccessiva se non spudorata, diventa il modo di far capire al partner le sue esigenze mascherandole da un comportamento un po’ frivolo ed appariscente per invogliare nell’altro il desiderio che cova in sé.

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