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La scuola Morettiana prevede due modalità di intozzature, quella di I modo e quella di II modo,che le altre scuole classificano con denominazioni diverse, ma il risultato è il medesimo in quanto il tracciato presente degli inspessimenti, degli ingrossamenti delle aste più piene rispetto al filetto, determinando appunto dei segni grafologici di questo tipo.

Vediamo di capirne soprattutto la differenza ed il diverso significato sottostante.

 

Intozzatura di I modo

 

Il segno intozzata I modo della scuola morettina, e che io chiamo semplicemente ingrossamento delle aste che formano le lettere, per intenderci la parte che consiste nel punto di appoggio, e che discende verso il basso rispetto al filetto, quello che risale verso l’alto che viene fatto con una modalità più leggere e più lieve, in alcune scritture si nota appena in quanto soltanto accennato.

Di seguito vengono mostrate due scritture che  mostrano tale modalità di formazione delle lettere che si compongono di un’asta, che va verso il basso, e di un filetto, che risale verso l’alto, la diversa grossezza e dimensione è data dalla diversa pressione usata nei due moti discendenti ed ascendenti.

Nella scrittura il tratto differisce di poco, anche se si nota, e quindi è una intozzatura di tipo lieve, mentre nella seconda scrittura, la differenza è più marcata e quindi più pesante e pertanto definita di tipo grave.

 

 

Di seguito un particolare delle lettere con aste che mette in evidenza nel particolare il segno che stiamo esaminando, da cui si può notare l’ingrossamento della parte discendente (asta) rispetto alla parte ascendente (filetto contrassegnato dalle freccette).

 

 

Questa diversa modalità di esecuzione nelle due diverse direzioni da innanzitutto il valore che la persona da alle cose materiali, pratiche, relative ai bisogni primari e di necessità, e che quindi si rivolge verso il basso che rappresenta tali elementi, rispetto a coloro che prediligo l’aspetto intellettuale, il pensiero, le idee, la creatività e la proiettività delle cose e che pertanto rafforzano maggiormente le parti delle lettere che vanno verso l’alto, zona della intellettualità.

In determinati momenti potrebbe anche rappresentare la presa di posizione centrata sull’indipendenza dell’io che passa dalla fase ideativa alla fase realizzativa, concretando ciò che era solo un idea o un progetto o mettendo in pratica un’azione che corrisponde ad un pensiero.

Il desiderio di realizzazione personale, di per sé, è un’aspirazione legittima e l’esistenza di una necessità e desiderio in tale direzione, e le modalità, lieve o marcate con cui sono espresse, da il rilievo di quanto sia importante per lo scrivente portare a termine i progetti e concretare in azioni quelle che nella fase precedente erano soltanto solo dei pensieri desiderativi.

Più è lieve tale marcatura più il desiderio rimane nella fase delle intenzioni non realizzate e non portate a termine, mentre quando è marcata è segno dell’affermazione in concretezza e pratica di ciò che si ambisce o comunque l’intenzione di prodigarsi al massimo per arrivare allo scopo finale.

Nella maggioranza dei casi in cui compare questa alternanza, si nota che la marcatura discendente non si verifica in tutte le aste, ma compare con una certa frequenza, più o meno intensa.

Dal punto di vista psicologico, questi significa che il bisogno di manifestare secondo la volontà individuale non è così imperativo, per cui il soggetto è aperto anche a forme di collaborazione e di aiuto per portare a termine ciò che da solo non riesce a realizzare.

Se la marcatura è sistematicamente diffusa in tutti i tratti discendenti, ed è di dimensione e pressione più marcata, è chiaro che lo scrivente ha delle mire ben precise sulle mete da raggiungere e farà di tutto pur di ottenerle, ovviamente sapendo di poterle realizzare da solo senza intervento degli altri che possono intervenire marginalmente o per svolgere incarichi speciali ma sempre su indicazioni e diretto controllo dello scrivente.

Il segno diventa pericoloso quando eccede in sistematicità (fino a diventare tecnico) e in intensità (aste discendenti così marcate da perdere elasticità e velocità esecutiva) e/o quando compare in contesti di mediocrità intellettiva, per cui quello che dovrebbe essere uno strumento (la forza di inibizione) al servizio delle doti intellettive e dei valori della personalità, diventa un bisogno morboso, compensatorio (a copertura di altre incapacità) o indice di un ego talmente sviluppato in senso individualistico da aver perso di vista totalmente il contesto umano. Da questa accentuazione derivano il bisogno di imporsi, l’ambizione di comandare, la prepotenza, l’ostentazione di sicurezza, la paura delle cospirazioni, dei tradimenti.

Quando il segno diventa intenso, marcato, evidente e su allunghi piuttosto vistosi e sproporzionati,  indica tendenza diretta all’aggressività, all’assalto, all’ambizione che non ha freni inibitori né remore, perché ha come fine il piegare la volontà altrui per far risaltare la propria, e questa tendenza finisce per invadere tutti i pensieri e le azioni del soggetto.

Portando la tendenza al suo naturale sviluppo logico, è chiaro che quando si persegue il potere personale in quanto tale è inevitabile raccogliere intorno a sé solo adulazione e menzogna, con progressiva perdita di contatto con la realtà, perché tutto è percepito come potenziale attacco e tutto deve essere schermato, filtrato, separato, aggiustato. Alla fine restano, appunto, solo gli adulatori a fare questo perché tutti gli altri se ne sono andati già da un pezzo, lasciando la persona sola col suo stile di vita che non consente intrusione, collaborazione e condivisione.

 

Intozzata II modo

 

Il segno si ha quando delle intozzature, macchie di inchiostro, ispessimenti del tratto si accumulano in determinati punti delle lettere, creando come dei punti inchiostrati o delle parte del tratto ingrossato diversamente dal resto della lettere.

Di seguito vediamo un disegno che riproduce un ingrandimento di questi diverse modalità in cui si possono manifestare tali  punti di inchiostratura anomala.

Caratteristiche grafiche del segno:

  • 1) Marcatura                 “a fuso”
  • 2) Marcatura                “ a gnocco”
  • 3) Marcatura                “con partenza ad angolo”
  • 4) Marcatura                “con terminazione ad angolo”

 

 

Mentre nel disegno che segue vengono mostrati gli effetti sulle lettere che sembrano appunto essere dei punti aggiunti o degli inspessimenti del tratto.

Può capitare che le inchiostrature dipendano dalla penna che perde l’inchiostro, ma in tal caso le perdite e le macchie sarebbero localizzate su tutto lo scritto e sul foglio, mentre nel nostro caso si limitano a dei punti di marcatura diversi del tratto.

 

 

Di seguito una scrittura le cui frecce mostrano i vari punti di inchiostratura o intozzatura del II modo.

 

 

Ecco di seguito un altro esempio di scrittura intozzata in tal modo eseguita dal noto scrittore e poeta Cesare Pavese.

 

 

Il segno Intozzata II modo, o come preferisco chiamarli io inchiostrature di tensione e nervosismo,  si verificano soprattutto nei tratti discendenti, nei risvolti delle lettere che presentano delle rotondità, come per esempio nelle parti superiori delle “m, n, s, c, l, d, t”, e così via.

Questo è un segno di impressionabilità, emotività, nervosismo, tensione, ansia, qualunque stato non di quiete e serenità che viene trasmesso alla scrittura.

A seconda della quantità e qualità o intensità di tali inchiostrature possiamo parlare di semplice contrazione, normale ed ordinaria durante una scrittura che per essere normale deve presentare delle piccole imperfezioni ogni tanto, come appunto anche le intozzature.

Una scrittura perfettamente vergata è patologica come una scrittura piena di confusione, ritocchi, ripassi, andamento incerto e del tutto incomprensibile.

L’eccedenza di ogni segno va quindi visto come anomalia ed indizio di una condizioni non equilibrata e quindi non armoniosa e manifesta di disagi, mentre il rilevare delle difformità del tratto indica equilibrio, vivacità ed energia positiva della persona.

Le intozzature di questo tipo sono prodotte dalle contratture che il disagio o emotività interiore produce nel braccio e di conseguenza nella mano scrivente, lasciando sul foglio la traccia visibile che stiamo descrivendo.

Sono tipici segni delle persone emotive, impressionabili, nervose, facili all’ansia, agli scatti d’ira ed agitazione.

Per emotività che lascia il segno sul tracciato grafico dobbiamo intendere ogni reazione affettiva intensa, ad esempio di gioia, di paura, di preoccupazione, di agitazione, di timore per quello che potrebbe accadere, ecc., generalmente di durata limitata, che può modificare sia l’equilibrio psichico sia quello fisico, inducendo varie reazioni somatiche, per esempio pallore, accelerazione della frequenza cardiaca (tachicardia), sudorazione intensa e così via.

Reazioni normali in quanto siamo esseri viventi che tengono a reagire ad ogni risposta del nostro sistema nervoso, quando però sono presenti tali segni in quantità eccessiva lo stato di normalità viene superato e la persona caratterialmente è una persona nervosa, agitata, ansiosa e timorosa.

Se i segni sono evidenti tanto da mascherare la grafia entriamo nel patologico delle condizioni normali, se temporanee, sopra descritte.

Le suddette marcature sono l’espressione evidente di improvvise scariche di energia, a volte violente, e comunque incontrollate, che hanno a che fare con l’emotività della persona e che si riflettono anche sul movimento scrittorio.

Poiché l’emotività, quando è in atto, investe tutta la persona sia dal punto di vista psichico che psicologico, e somatico, se il segno è in grado elevato esprime sicuramente una non comune predisposizione all’eccitabilità, logorio, aggressività, impulsività, scarsa riflessione, modificazione dello stato di coscienza e del flusso delle idee, con possibile caduta in stati patologici, anche manie di incomprensione e persecuzione, nei casi estremi.

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