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La scrittura può esprimersi in diverse modalità rispetto al rigodi base, la linea che segna una demarcazione tra il sopra ed il sotto ed ha il significato psicologico di dividere le due sfere nei loro ambiti di competenza, il basso tutto ciò che è materiale, istintuale, primordiale, necessità pratiche, e l’alto fatto dai pensieri, dall’intelletto, dalla creatività, fantasia e progettualità.

Solitamente si scrive in aderenza al rigo anche se è difficile che tale aderenza corrisponda ad un preciso adagiamento delle lettere sul rigo disegnato od ipotetico del foglio.

Per quanto riguarda al significato di chi scrive mantenendo, con più o meno costanza e rigidità l’aderenza al rigo di base, rimando al mio articolo sul significato della scrittura che procede in maniera aderente al rigo, ribadendo qui che la persona trova nel rigo di base un sostegno ed un riferimento importante che fa da perno in tutti gli aspetti della sua vita, essa si adegua alle richieste dell’ambiente e della società, della famiglia, del lavoro, non si discosta perché non ama i cambiamenti né le trasformazioni radicali al suo modo di vivere, pertanto è persona fedele, un osservatore competente e costante e soprattutto un buon esecutore, con gli aspetti negativi di avere timore ed incapacità di ricercare un se stesso che gli corrisponda realmente.

L’altra modalità di scrittura, in relazione al rigo, è quella di redigere lo scritto con un andamento più o meno ondeggiante, in quanto la non aderenza costante ed assoluta corrisponde ad un andamento ondulatorio, che un po’ si distacca dal rigo ma poi vi ritorna e che può scendere anche al di sotto.

Se tale modalità è eseguita in modo lieve, quasi a creare un’onda leggera che corrisponda ai nostri ritmi vitali, come un’onda del mare calmo, non in burrasca, altalenanti e diversi per ogni momento, siamo nella normalità, nell’equilibrio che con il suo non essere ossessivamente rigido da il senso della vita e dell’energia della persona espressa durante la giornata o la vita intera e che ovviamente non può avere la medesima intensità, ma si adegua, agli umori, ai pensieri, agli eventi esterni creando un andamento ondulatorio che è espressione della vitalità ma anche della passionalità e delle diverse modalità con cui ci esponiamo nei diversi ambienti che frequentiamo.

Mi spiego, la differenza può essere nella combattività ed energia usata nel lavoro e che viene sostituita dalla tranquillità a casa, dai momenti di calma e ordinarietà ai momenti di maggior stress e quindi di accumulo di nervosismo, tali momenti più agitati non permettono allo scrivente di mantenere il rigo ma se ne discosta proprio perche il suo stato emotivo ed umorale lo discosta dalla normalità.

Quindi un andamento accennato, leggero, più o meno costante è segno di normalità e di equilibrio della persona, che si agita e si rilassa a seconda delle situazioni, che non possono essere sempre perfettamente uguali, così come una scrittura che procede orizzontalmente sul rigo della vita.

Di seguito l’immagine di una scrittura che esprime la vivacità della persona senza eccessi.

 

 

Si nota una decisa preferenza per lo scritto che si eleva nelle sue altezze, segno di intelligenza, di vivacità intellettiva e di desiderio di conoscenza, gli spazi tra una parola e l’altra dimostrano anche che il soggetto ha un buon rapporto con gli altri a cui concede lo spazio dovuto non solo per ascoltarle ma per permettere loro che si possano esprimere liberamente.

Se l’andamento sul rigo è più impetuoso, l’ondeggiamento diventa qualcosa di incostante, non più armonico, ma denota criticità, frustrazione e disagio, ansia e nervosismo non controllato o mal gestito, allora tale andamento segna anche dei disagi interiori e delle esigenze espressive mal gestite, represse se non addirittura trasformate in un disagio vero e proprio costante e quindi una condizione di anormalità che può rasentare la patologia.

Di seguito mostro una scrittura da cui questo disagio interiore emerge con chiarezza.

 

 

Inoltre notiamo come le lettere sono malformate, il tutto è disorganizzato e disarmonico, come probabilmente si sente lo scrivente che non riesce a superare ciò che lo indispone, gli procura ansia e disagio e la frustrazione diventa un malessere persistente.

Inoltre le lettere sono imperfette, si confondono con le altre invadendone lo spazio, sono incomprensibili e mal formate, questa scrittura denota molta confusione e disorganizzazione non solo mentale ma anche umorale che si riversa poi sullo stile di vita confuso, incerto, malfermo, incostante, senza una strada certa da seguire e senza dei riferimenti che fanno la stabilità della persona e del suo vivere.

L’onda in tale seconda scrittura si è trasformata nell’onda violenta, devastante del mare in burrasca, che tutto trascina e travolge, senza possibilità di avere stabilità e serenità.

Lo scrivente che redige uno scritto simile non è un soggetto sicuro si se stesso, né delle scelte che fa, semmai riesce a portarne a compimento alcune, a causa dei numerosi dubbi e contraddizioni che regolano la sua vita.

Dato il suo stato interiore incerto ed incostante ma sopporta le frustrazione che vengono dall’ambiente esterno, e quindi può reagire nervosamente o con scatti d’ira anche senza giustificazione, perché dentro di sé anche la paura dell’essere criticato lo condiziona fortemente.

Una grafia veloce, ma omogenea, ben ritmata, non disgregata nelle forme, nei ritmi e nelle inclinazioni, è sempre indice di una buona intelligenza ma soprattutto di estrema praticità della persona.

Per scrivere veloce, restando leggibili, occorre una buona coordinazione mentale e motoria, dunque le scritture rapide di chi ha una mente veloce e mira al raggiungimento dell’obbiettivo finale nella sua sostanza evitando le formalità, darà origine ad una scrittura con un andamento sempre incostante e molto movimentato, ma le forme dello scritto saranno comunque tali da definire la scrittura rapida, essenziale ma senza segni di confusione e di perdita degli assetti spaziali.

A volte la confusione può essere dovuta a fattori temporanei, in tal caso dovrebbero risolversi una volta ripresa una certa serenità che deriva dal contesto.

Se questo non accade sarebbe buona cosa cercare di comprendere ciò che confonde od intimorisce il soggetto in modo tale da risolvere il problema e ritrovare una tranquillità interiore.

Questo tipo di analisi si può fare attraverso una valutazione calligrafica che possa descrivere il carattere del soggetto e le sue modalità di reazione all’ambiente esterno o ai fattori che incidono o hanno inciso nella sua esistenza.

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