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Quando si sviluppa la maturità sessuale

La maturità sessuale è il momento che segna, per qualunque essere, lo sviluppo della capacità riproduttiva ed il passaggio verso l’età adulta, nell’uomo tale fase viene chiamata pubertà ed è il transito tra l’età infantile a quella adolescenziale.

È difficile stabilire un’età precisa in cui essa avviene perché dipende da molti fattori soggettivi ma anche oggettivi: dalla genetica, dalle condizioni psico-fisiche, dall’ambiente e dal vissuto di un bambino, ogni essere è un mondo a se stante che ha i suoi tempi di maturazione e di sviluppo.

Tra i fattori incidenti sulla precocità sessuale ho incluso anche l’ambiente in cui il bambino vive ed il suo vissuto perché lo sviluppo non sempre dipende da una condizione biologica, fattori esterni quali le difficoltà quotidiane, la mancanza di cure e di affetti, gli abusi o il dover fare da genitore agli stessi genitori (per malattia o incapacità dei genitori stessi) per esempio, possono portare ad uno sviluppo precoce, anticipando i tempi di maturazione rispetto ai coetanei.

In altri casi il non voler maturare è una difesa personale per la pura del mondo e del doversi arrangiare e diventare autonomo.

Determinati disagi personali e familiari possono indurre il bambino a non voler crescere per la paura di affrontare il suo futuro e le responsabilità che lo attendono, non essendo adeguatamente preparato a causa delle condizioni psicologiche del soggetto.

Normalmente la maturità sessuale avviene per le femmine intorno agli 11 anni circa, un poco più tardi per i maschi, verso i 12 anni, e si conclude, con la maturazione completa, verso i 14 anni per le femmine e i 15-16 anni per i maschi.

La pubertà precoce, che rappresenta una patologia, avviene prima degli 8 anni nella femmina e dei 9 anni nel maschio.

Se tale precocità si verifica è sintomo di disagio o di una patologia in corso, in tal caso è meglio cercare di capire se si tratta di una precocità biologica e quindi del tutto naturale o derivante da traumi o da situazioni difficili a cui il fanciullo ha dovuto fronteggiare anche con il fatto di diventare più grande della sua età.

 

 

La pubertà

 

In entrambi i sessi questo cambiamento si manifesta con la comparsa dei “caratteri sessuali secondari” che sono la crescita del seno, lo sviluppo dei peli pubici e comparsa della prima mestruazione (cosiddetto menarca) nelle ragazze, aumento di volume dei testicoli e del pene, sviluppo dei peli pubici, variazione del timbro della voce e prima eiaculazione (emissione di seme dal pene) nei ragazzi.

Per caratteri sessuali primari si intendono le manifestazioni fisiche ed esteriori dell’appartenenza ad un genere, come per esempio i diversi genitali e le mammelle nelle femmine.

Il processo puberale è inoltre caratterizzato dalla accelerazione della crescita strutturale e della modificazioni di alcune parti del corpo ma anche da modificazioni comportamentali.

La statura aumenta improvvisamente per poi rallentare e arrestarsi intorno ai 18 anni di età. Nelle ragazze questa accelerazione si verifica con anticipo rispetto ai ragazzi.

La pubertà è un periodo critico che segna il passaggio dall’infanzia all’età adulta.

La criticità non è dovuta soltanto a dei cambiamenti fisici che spesso imbarazzano e mettono a disagio il giovane o la giovinetta, ma si instaura il bisogno di indipendenza, di autonomia dalla famiglia  pur avendo ancora molto bisogno della vicinanza ed assistenza dei genitori.

Questa conflittualità tende ad alternarsi ed alterare anche il carattere del ragazzo/a che sta crescendo, dando origine anche a delle problematiche di incomprensione o disagio personale o famigliare che però, in casi normali, tende a stabilizzarsi col tempo.

 

 

L’adolescenza

 

L’adolescente diventa più consapevole di se stesso e manifesta, talora in maniera ancora ambigua, le proprie pulsioni sessuali; abbandona gli atteggiamenti infantili di dipendenza e tende ad affermarsi come protagonista autonomo.

Il processo di affrancamento non è indolore ed è frequentemente contradditorio, come detto, generando conflittualità verso tutto l’ambiente esterno, non solo verso i genitori ma verso tutte le forme di autorità che impongono regole a cui attenersi.

Scontrarsi con l’autorità è il modo che ha il giovane di comprendere il proprio potere di dominazione o il limite dello stesso,la sua capacità di adattamento e la sua disponibilità a trovare forme di compromesso.

Le incertezze generate da tali conflittualità spingono gli adolescenti a ritrovare sicurezza aggregandosi in gruppo, o le comunità di coetanei con cui condividere idee e stili di vita.

I gruppi sono in pratica il passaggio tra il primo nucleo essenziale che è la famiglia, da cui dipendere e la fase dell’indipendenza completa, anche se questo non significa separazione dalla famiglia di origine.

La parola adolescenza deriva dal latino adolescere, che appunto vuol dire “crescere”.

Le trasformazioni del corpo che avvengono durante l’adolescenza sono molto marcate sia nei ragazzi sia nelle ragazze. Si realizzano gradualmente e sono causate dall’azione di particolari sostanze, gli ormoni sessuali, prodotte da alcune ghiandole del nostro corpo.

Di solito le ragazze iniziano a produrre gli ormoni sessuali all’età di 11 – 12 anni, i ragazzi un po’ più tardi, tra i 12 e i 13 anni. Gli ormoni sessuali danno l’avvio a una serie di eventi e trasformazioni fisiche, come l’aumento della statura, che preparano il corpo del bambino allo sviluppo sessuale vero e proprio. Ma vediamo in dettaglio cosa succede a seconda dei due sessi.

 

 

Cambiamenti femminili

 

Nelle femmine gli ormoni sessuali più abbondanti sono gli estrogeni. Sono questi a fare aumentare di volume il seno e a determinare l’aumento delle secrezioni della vagina.

Tuttavia vengono prodotti anche altri ormoni, tra cui gli androgeni, che sono responsabili della crescita della peluria pubica e ascellare (e anche di quei fastidiosi foruncoletti che spesso rovinano il viso: l’acne).

Durante l’adolescenza viene raggiunta la maturità sessuale e dunque la capacità di riprodursi. Nelle ragazze si ha la prima mestruazione (menarca), un’emissione di sangue dall’utero che si ripete tutti i mesi ed è collegata con la produzione ciclica di una cellula uovo da parte dell’ovaia, l’organo genitale femminile.

Questi eventi sono dovuti alla produzione di vari tipi di ormoni sessuali, la cui concentrazione varia nel corso del mese. Per i primi mesi, o anni, le mestruazioni possono essere molto irregolari, sia per quantità di sangue perso, sia per il numero di giorni che passa tra un ciclo e l’altro; inoltre possono essere piuttosto dolorose.

 

 

Cambiamenti maschili

 

 

Nei maschi gli ormoni prodotti in maggiore quantità sono gli androgeni, che determinano l’aumento della statura e della muscolatura, l’abbassamento del timbro della voce, l’aumento del volume del pene e dei testicoli (le ghiandole genitali maschili) e la comparsa dell’eiaculazione, cioè l’emissione del liquido che contiene le cellule seminali maschili ‒ gli spermatozoi ‒ che si formano nei testicoli.

Nel medesimo periodo compare la peluria distribuita in diverse parti del corpo, la peluria sotto le ascelle e sul viso compare circa 2 anni dopo rispetto a quella pubica.

 

 

La maturità sessuale nella società moderna

 

La maturità sessuale è così ultimata. Questo significa che sia i ragazzi sia le ragazze potrebbero già biologicamente avere figli, però nella nostra società la maturità sessuale avviene prima di quella culturale e sociale.

La tendenza a protrarre gli studi ritarda l’ingresso nella vita professionale e questo a sua volta rimanda la fine dell’adolescenza o della fase psichica adolescenziale, che in determinati soggetti non viene mai abbandonata nemmeno nell’età adulta, rimanendo legati ad una dipendenza morbosa dalla famiglia, soprattutto dalla madre.

Fino a qualche secolo fa ‒ o anche oggi, in società diverse dalla nostra ‒ lo sviluppo sessuale era più o meno contemporaneo all’ingresso nella vita lavorativa, all’assunzione di responsabilità e alla formazione di una famiglia.

Non solo: l’età del menarca nei secoli si è abbassata dai circa 17 anni agli attuali ai 11- 12 anni. Fino al secolo scorso non era insolito che una ragazza prendesse marito intorno ai 17 anni.

La distanza che c’è oggi tra il momento in cui il nostro corpo diventa adulto e quando lo diventa la nostra mente può disorientare i giovani, contribuendo a farli sentire da una parte lontanissimi da un passato molto recente, quando erano bambini, dall’altra non ancora abbastanza grandi e forti come gli adulti.

 

 

Quando si diventa adulti

 

Allora di come non si possa fissare a priori un’età certa per l’entrata nella pubertà allo stesso modo è difficile preventivare quella della maturità definitiva, che anch’essa dipende da mille fattori sia soggettivi, psicologici, ambientali, culturali e del vissuto personale di ogni soggetto.

Da un punto di vista fisico l’accrescimento finisce intorno ai 18 – 20 anni, ed è anche il periodo in cui si diventa maggiorenni, 18 anni e si acquista la capacità di fronte alla legge di essere responsabili degli atti compiuti e voluti.

Questo però non significa che i ragazzi di 18 o 20 anni siano sempre del tutto autonomi e indipendenti, e che siano effettivamente maturi per prendere decisioni e fare delle scelte consapevoli.

In ciò devono essere sostenuti ed aiutati dalla famiglia, che indottrina, consiglia e sostiene le scelte di vita per cui il ragazzo o ragazza si sente portato e più predisposto.

I ruoli all’interno della famiglia tendono a modificarsi meno rapidamente rispetto alla velocità dei cambiamenti adolescenziali; i genitori spesso non riescono, né potrebbero riuscire, a star dietro alle continue oscillazioni tipiche di questa età.

Oscillazioni tra comportamenti più da bambini (come ricerca di baci e carezze, richieste di aiuto nel fare i compiti, dichiarazioni di incapacità a fare le cose più semplici) e comportamenti più da adulti (attività sessuale, impegno politico, assunzione di responsabilità, potenziamento fisico).

 

 

La sessualità

 

La curiosità verso il nuovo corpo, così velocemente trasformato nell’aspetto, dà l’avvio alle prime esperienze di masturbazione: i ragazzi iniziano a toccare, carezzare, manipolare i propri genitali, ormai maturi, al fine di scoprire le nuove sensazioni che offrono e di provare piacere.

Il toccare diventa un canale di conoscenza molto importante, e anche di comunicazione.

Compaiono i legami con l’amico del cuore e con il gruppo. All’interno di questi legami c’è la possibilità di continuare a esplorare il corpo, sia il proprio sia quello degli altri.

L’andare a passeggio sotto braccio con le amiche, i segreti sussurrati nell’orecchio, gli scherzi che finiscono a spintoni, la ripresa di giochi infantili con penitenze più sperate che temute (un bacio, una carezza), le feste in cui si balla stretti e le mille occasioni in cui ci si sfiora quasi per caso sono tutti esempi della ricerca del contatto fisico.

Ma sono anche le prime risposte a un’eccitazione crescente che, come tutte le cose nuove, da una parte attrae e dall’altra spaventa, ed è accresciuta dall’imbarazzo e dalla difficoltà con cui spesso anche gli adulti parlano di argomenti che riguardano il sesso o l’eccitazione.

 

 

La conoscenza dell’altro che attrae

 

Forse la cosa più importante che gli adolescenti cercano con questi contatti è la conoscenza, la confidenza con il corpo nuovo in cui si trovano a vivere: per capirlo meglio cercano anche nel corpo dei coetanei qualcosa con cui confrontarsi.

Le ragazze confrontano per esempio il proprio seno, le gambe o la pelle; i ragazzi i genitali, la muscolatura o l’altezza.

Nello stesso tempo cominciano a interessarsi a individui dell’altro sesso. I primi amori sono a volte segreti perché il timore di essere rifiutati può rendere timidi e impacciati; così si preferisce vivere l’esperienza amorosa nella fantasia.

È un modo per prepararsi. In altri casi, invece, si tratta di amori vissuti molto intensamente: si fanno le prime esperienze di coppia e le prime esperienze sessuali.

A volte, purtroppo, si tratta di esperienze deludenti, e in certi casi questo dipende proprio dal fatto che si è ancora troppo impegnati nel cercare di capire sé stessi e il proprio corpo per potersi interessare realmente all’altro.

 

 

Il ruolo della famiglia

 

La famiglia resta comunque un punto di riferimento fondamentale, anche se non più l’unico.

Gli adolescenti la usano come porto sicuro quando si sentono in difficoltà e come luogo di confronto e di scontro, indispensabile per sperimentare la propria forza e consolidare la propria identità.

Spesso i ragazzi appaiono diversi in famiglia da come sono con gli amici.

Le continue oscillazioni tra questi modi di essere rappresentano un po’ l’essenza dell’adolescenza stessa: nel passaggio dalle sicurezze del bambino a quelle dell’adulto, l’adolescenza è l’età che presenta maggiori incertezze, quella in cui ci si mette maggiormente in gioco e si lotta per un futuro migliore, basato sui principi trasmessi dalla famiglia e arricchito dalle proprie esperienze e dalle proprie fantasie, dalle convinzioni e conclusioni tratte dal confronto (con la scuola, gli amici, le letture, il cinema, l’attualità, i viaggi).

Per diventare adulti, insomma, bisogna scrollarsi di dosso l’immagine che gli altri, primi fra tutti i genitori, si sono fatti di loro, e che con difficoltà e rimpianto abbandonano (per i genitori è un momento di stacco tanto drammatico e frustrante tanto quanto per i giovani) noi.

Sui loro figli inoltre cominciano a maturare determinate aspettative che molto spesso tendono a condizionare eccessivamente la libertà di scelta dei ragazzi, da cui la maggior parte degli scontri e dei dissapori familiari.

I genitori devono sempre consigliare e vigilare ma rispettano quelle che sono le inclinazioni dei loro figli e sostenerle, diversamente creerebbero delle persone adulte che fanno scelte sbagliate, perché non sono le loro ma quelle volute dagli altri, i genitori, e scelte anche professionali che non corrispondono alle loro potenzialità e predisposizioni.

Aiutare i figli a crescere è faticoso proprio per questo, perché i genitori vorrebbero che facessero le scelte giuste e migliori in virtù della loro visione della vita e della loro esperienza, ma quell’esperienza che forma i giovani la devono fare per proprio conto, altrimenti non impareranno mai dai loro errori e non diventeranno mai dei veri adulti indipendenti ed autonomi.

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